Francesco, 16 anni e un autismo grave: “Cerchiamo una struttura specializzata, ma non c’è posto per lui”
L'appello dei genitori alle prese con una situazione sempre più difficile da gestire: "Costretti a chiamare il 118 quasi ogni giorno"
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Taglio del nastro per il nuovo spazio dedicato alla cantante, con fotografie, abiti di scena e oggetti personali. Il progetto, finanziato con fondi PNRR, ospita anche un centro di informazione turistica e spazi per la comunità
Quasi 28.135 euro per la manutenzione dei porti di Comacchio e Goro. È la quota destinata alla provincia di Ferrara nell’ambito dello stanziamento da 200mila euro che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione anche per il 2026 per la cura dei cinque porti regionali
Venerdì 30 ottobre il Comune di Goro inaugura il Centro Culturale Milva, il nuovo Visitor Center del paese
Sigilli nella mattinata di giovedì 22 ottobre a Ferrara, alla pista XBikes 2.0 di via Cesare Diana. L'intervento dei carabinieri rientra in un'operazione più ampia coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato a tre arresti e al sequestro di beni aziendali e conti correnti per almeno 2 milioni di euro, tra Aprilia e Ferrara
Goro. “Siamo vicini alla verità, ma ora serve quella spinta necessaria per arrivare alla fine di questa vicenda”. All’indomani dell’appello di Procura e carabinieri, torna a parlare Luca Branchi, fratello di Willy, il 18enne trovato senza vita lungo la riva del fiume Po a Goro dopo essere stato seviziato e ucciso nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1988. Lo fa lanciando – a sua volta – un invito a farsi avanti e a rivelare la propria identità alla mano anonima che nel 2015, proprio a lui inviò una lettera non firmata, fornendo agli inquirenti una nuova pista investigativa da seguire per ritrovare i responsabili dell’omicidio.
“Era conservata dentro a una busta gialla – ricorda – che qualcuno aveva messo nella buchetta delle lettere di casa mia, forse durante la notte. Inizialmente pensavo fosse una missiva del Comune, poi appena ho letto il nome di mio fratello, mi sono fermato, l’ho mollata e ho subito chiamato i carabinieri per non inquinare le eventuali impronte digitali presenti”.
Dopo trentacinque anni, ora gli inquirenti cercano una svolta: “Ci serve sempre quel qualcuno che ci aiuti e ci dica qualcosa per mettere un punto a questa storia. Penso che se lo meritino mio papà e mia mamma, che purtroppo non ci sono più e avrei voluto qui a fianco a me. E invece se ne sono andati senza scoprire la verità. Ma soprattutto credo che se lo meriti mio fratello, che dopo tutti questi anni ha il diritto di riposare finalmente in pace. Devo fare i complimenti agli investigatori e al nostro avvocato per dove sono arrivati, perché è stata fatta davvero tanta strada“.
“Ora – conclude Branchi – se qualcuno sa qualcosa di questa lettera sarebbe più che opportuno ci parlasse e specificasse quello di cui è a conoscenza. Sarebbe utile per capire bene certe cose e per porre fine a questi trentacinque anni vissuti ogni giorno sempre dentro la bufera“.
Dello stesso avviso l’avvocato Simone Bianchi, legale della famiglia Branchi, che rivela qualche dettaglio in più relativo alla missiva senza firma: “In tutto sono due fogli scritti fronte e retro. Quattro facciate in cui chi scrive fornisce delle indicazioni molto precise su uno dei possibili autori dell’omicidio, identificandolo e fornendo informazioni sul contesto di degrado in cui è avvenuto il fatto. Il comunicato della Procura e dei carabinieri fa capire l’enorme lavoro svolto in questi anni e di questo li ringraziamo. Hanno scandagliato tutto quello che c’era da scandagliare, trovando riscontri su quello che viene raccontato”.
“Ora – chiude l’avvocato – manca ancora un piccolo tassello, che probabilmente l’autore ci potrebbe fornire per poter chiudere il cerchio e individuare gli assassini di Willy, che sicuramente sono più di uno. Ci faccia promotori anche noi di questo invito per sapere chi ha scritto la missiva e soprattutto sulla base di quali informazioni”.
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