Cronaca
22 Ottobre 2026
Il kartodromo di via Diana è al centro di un'operazione della Procura Distrettuale Antimafia di Roma. La società dilettantistica che lo gestisce sarebbe stata finanziata coi proventi illeciti del traffico di cocaina

Estorsione mafiosa e spaccio, tre arresti. Sigilli alla pista XBikes

di Redazione | 3 min

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C’è anche Ferrara nell’ampia operazione coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato a tre arresti e al sequestro di beni aziendali e conti correnti per almeno 2 milioni di euro, tra il capoluogo emiliano e Aprilia. Nella mattinata di giovedì 22 ottobre infatti, nella zona artigianale della Piccola Media Industria, i carabinieri hanno sottoposto a sequestro preventivo, vietandone l’accesso, il kartodromo di via Cesare Diana, utilizzato in concessione dall’Asd XBikes 2.0 Circuit.

I tre finiti in manette risultano essere gravemente indiziati, a vario titolo, di estorsione, tentata estorsione e autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso per alcune contestazioni, oltre che di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Per due è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre il terzo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. I militari hanno inoltre eseguito perquisizioni in altre regioni nei confronti di ulteriori 17 indagati.

Secondo l’ipotesi investigativa, di cui ne dà conto il quotidiano online Latina Editoriale Oggi, l’operazione sarebbe legata a un traffico di cocaina i cui proventi sarebbero stati reinvestiti nella gestione di piste di kart, utilizzate anche come base logistica per lo spaccio.

Tra queste anche quella di Ferrara. Nello specifico, parte del denaro proveniente dallo spaccio, secondo l’ipotesi formulata dagli investigatori, sarebbe stata sistematicamente reimmessa nell’economia legale per finanziare e sviluppare le attività di due associazioni sportive dilettantistiche legate alla gestione di piste di kart, una ad Acerra – in provincia di Napoli – e l’altra proprio l’Asd XBikes 2.0 Circuit.

L’indagine, condotta dal novembre 2023 al luglio 2025, è partita dalla denuncia di un tentativo di estorsione. Secondo quanto ricostruito, due degli arrestati avrebbero esercitato pressioni sul proprietario di una pista di kart di Latina per ottenere la cogestione dell’impianto e imporre l’utilizzo di una specifica marca di kart e minimoto. Le intimidazioni sarebbero state rafforzate dalla forza intimidatrice derivante dalla contiguità con ambienti della ‘ndrangheta.

Tra gli indagati figura esserci anche un uomo di origine calabrese, radicato sul litorale pontino, che secondo gli investigatori sarebbe storicamente in rapporti con la cosca Alvaro di Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria, e in grado di inserirsi anche nell’ambito criminale della cosca Gallace di Guardavalle, attiva sul litorale romano.

Un secondo episodio estorsivo avrebbe coinvolto un uomo intenzionato a proseguire una causa di lavoro contro l’azienda da cui dipendeva. Quattro indagati avrebbero cercato di convincerlo a desistere, arrivando, secondo la ricostruzione, a minacciarlo gravemente e a picchiarlo.

L’inchiesta – come detto – avrebbe documentato anche un’attività continuativa di spaccio di stupefacenti, prevalentemente cocaina, con base logistica ad Aprilia, all’interno di un kartodromo gestito dagli indagati.

Per il reinvestimento dei proventi illeciti destinati alla pista di Acerra viene contestata anche l’aggravante del metodo mafioso, poiché, secondo l’ipotesi investigativa, le condotte sarebbero state finalizzate ad agevolare gli interessi della cosca Gallace. Non risulta esserlo per quello di Ferrara.

Il sequestro dei beni aziendali e dei conti correnti punta a colpire anche la componente economica delle presunte attività criminali, interrompendo i canali attraverso i quali i profitti dello spaccio sarebbero stati trasferiti nel circuito legale.

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