Politica
17 Ottobre 2023
Il direttore del Teatro comunale di Ferrara: “Quando attacchi le opinioni inizi a prefigurare la tirannia”

Guerra Israele-Hamas. Moni Ovadia si dimette

di Redazione | 3 min

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Moni Ovadia ha deciso di dimettersi dall’incarico di direttore del Teatro comunale di Ferrara. La scelta arriva dopo i forti attacchi contro la sua persona e arrivati in seguito alla sua presa di posizione – peraltro nota da anni – sulla politica israeliana in Palestina.

In una intervista all’AdnKronos a inizio mese Ovadia aveva detto che “la morte anche di una sola persona, sia essa israeliana o palestinese, è sempre una tragedia e va condannata con tutte le forze” e poi, puntando il dito contro la politica del governo israeliano e del premier Netanyahu, aveva aggiunto che “Israele lascia marcire le cose, fingendo che il problema palestinese non esiste, per cancellare la stessa idea che i palestinesi esistano; e la comunità internazionale è complice: questi sono i risultati”.

“Questa è la conseguenza di una politica di totale cecità, di occupazione e colonizzazione – sottolineava l’intellettuale ebreo -. La Striscia di Gaza non è un territorio libero, è una gabbia, una scatola di sardine: è vero che dentro non ci sono gli israeliani, ma loro controllano comunque i confini marittimi e aerei, l’accesso delle merci, l’energia, l’acqua. Non a caso l’Onu aveva già dichiarato Gaza zona ‘non abitabile’. La situazione è vessatoria, dirò di più: è infernale. Come ci insegna persino l’Iliade, l’assedio è una forma di guerra… e allora? A Gaza non sono forse assediati da Israele? Poi, hanno deliberatamente lasciato il governo di Hamas perché per gli israeliani la rottura inter-palestinese fra Hamas e l’Olp-Al Fatah è stata fondamentale”.

Parole cui seguirono le feroci critiche del senatore ferrarese di Fratelli d’Italia Alberto Balboni, la presa di distanza da parte di Vittorio Sgarbi (che aveva voluto Ovadia a Ferrara), le richieste di dimissioni di Italia Viva e dell’associazione Ferrara Oltre.

Ora la decisione: venerdì Ovadia presenterà le dimissioni. E lo farà, spiega al “Corriere”, per non danneggiare i lavoratori: “sono e sarò sempre dalla loro parte”. L’ormai ex presidente specifica che ha contro la maggioranza del consiglio d’ammimnistrazione della Fondazione Teatro Comunale e del consiglio comunale. “Tutto questo succede – aggiunge – solo perché ho espresso un’opinione. Non ho tessere di partito o altro. Sono finito in questa persecuzione, in questa aggressione, solo per questo”.

Ma Ovadia non se ne andrà senza prima aver detto – come sempre – quello che pensa: “Siccome sono un uomo libero, anticipo questa cosa ma constato che l’Italia è un regime, non è una democrazia neanche da lontano. Spiace, anche perché con la mia gestione il Teatro aveva raggiunto risultati clamorosi, aveva aumentato le produzioni, erano cresciuti i finanziamenti. Per citare Simone de Beauvoir, io accetto la grande avventura di essere me stesso. Sono fatto così e dal 1994 denuncio le politiche del governo di Israele. Spero che questo mio piccolissimo gesto serva a mettere in avviso cittadini italiani: quando attacchi le opinioni inizi a prefigurare la tirannia”.

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