Se ne occupa il Modulo Operativo Disabilità Adulti, di cui è responsabile la dottoressa Laura Luongo. Programmazione, coordinamento e monitoraggio i tre livelli su cui si sviluppa il servizio
L’Ausl al fianco dei disabili adulti con “un servizio trasversale” su tutta la provincia di Ferrara
Due anni con pena sospesa, a patto che frequenti un corso di recupero psicologico della durata di sei mesi da svolgere entro un anno dalla sentenza con frequenza bisettimanale. È la condanna che ieri (giovedì 15 ottobre) il collegio del tribunale di Ferrara ha inflitto a un 26enne di nazionalità pakistana
Una perizia psichiatrica per valutarne la capacità di intendere e di volere, quella di stare a giudizio e la pericolosità sociale. È quella che ha chiesto e ottenuto la difesa del 39enne di nazionalità maliana che, lo scorso maggio, era stato arrestato per violenza sessuale ai danni di una 21enne studentessa universitaria fuorisede
"Profonda preoccupazione", usano queste parole le Rsu dell'Azienda Ospedaliera e dell’Azienda Usl di Ferrara per descrivere l'incontro con la direttrice generale delle aziende
Proclamato dal Filt Cgil lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici impiegate negli appalti di distribuzione e consegna per conto di Brt spa in tutte le filiali presenti nella Regione Emilia Romagna
Firmata in Prefettura l’intesa con Abi, Poste Italiane e 15 istituti di credito. Previste nuove misure di sicurezza, scambio di informazioni con le forze dell’ordine e campagne di sensibilizzazione contro i raggiri, anche digitali
Programmazione, coordinamento e monitoraggio. È su questi tre livelli che si sviluppa l’attività del Modulo Operativo Disabilità Adulti dell’Ausl di Ferrara, un “servizio trasversale” su tutta la provincia che si rivolge alle persone non autosufficienti di età compresa tra i 18 e i 65 anni con una disabilità medio-grave certificate con legge 104, che vengono valutate attraverso un’unità di valutazione multifunzionale.
A spiegare le caratteristiche del servizio è la responsabile Laura Luongo: “Le funzioni della nostra area sono molteplici. Innanzitutto, favorire l’accesso delle persone con disabilità secondo requisiti e criteri specifici, la valutazione delle persone con disabilità e possibilità di pianificare e progettare delle attività rispetto alla qualità della loro vita e la possibilità di gestire attentamente il momento estremamente delicato di transizione verso la maggiore età. Un evento che rappresenta un salto nel buio poichè l’individuo entra in una serie di servizi molto frammentati tra loro, che non si parlano, e quindi è molto importante coordinare attentamente questa fase perchè è qui che si decidono i successivi anni di formazione del ragazzo“.
Ma non solo: “Un altro aspetto importantissimo è legato alla necessità di coordinare le attività e i progetti di cura all’interno delle strutture accreditate della nostra rete dei servizi. Sono centri della rete dei servizi domiciliari, quindi sia attività domiciliare svolta attraverso servizi assistenziali o servizio educativi, oppure inserimento all’interno di centri diurni o centri socio-occupazionali, a seconda delle caratteristiche di disabilità. Inoltre vi sono i centri residenziali, dove afferiscono i disabili gravi che non sono più in grado di essere gestiti all’interno del nucleo familiare. A tal proposito, durante questi processi che durano molti anni, è importante definire progettualità di cura che cambiano in base alle caratteristiche di salute e ai bisogni che queste persone presentano nell’ambito del ciclo vitale”.
“Un altro punto importante – conclude Luongo – è la formazione e la cultura dei servizi. Ciò significa mantenersi aggiornati sia dal punto di vista clinico che da quello professionale e organizzativo. Questo perchè mantenere un livello buono e appropriato nel processo di cura, che segua prove di evidenza scientifiche, è fondamentale nel nostro lavoro”.
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