Coldiretti riflette sul futuro
Coldiretti Ferrara ha visto lo scorso 13 ottobre, un momento di riflessione tra i funzionari responsabili dei servizi e delle aree provinciali, i segretari di zona ed il direttore provinciale, Alessandro Visotti
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Rifiuti pericolosi conservati senza separazione, classificazione ed etichettatura, assenza delle autorizzazioni per le emissioni in atmosfera e irregolarità nella tracciabilità dei materiali di scarto
Proclamato dal Filt Cgil lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici impiegate negli appalti di distribuzione e consegna per conto di Brt spa in tutte le filiali presenti nella Regione Emilia Romagna.
Una decisione che coinvolge anche Ferrara dove trova sede un centro di smistamento di Brt.
La decisione è arrivata dopo l’ultimo incontro sindacale di lunedì 12 ottobre, quando la Filt Cgil ha incontrato l’associazione datoriale Fedit che rappresenta le società appaltatrici che svolgono le attività di distribuzione e consegna per conto di Brt. Questa, fa sapere la Filt, “ha interrotto, di fatto, il confronto avviato da mesi sui diversi problemi che coinvolgono gli autisti che effettuano le consegne”.
“Dopo le vicende giudiziarie – prosegue il sindacato – che hanno coinvolto la multinazionale francese Brt, la Filt Cgil si è impegnata per concordare regole chiare nella filiera degli appalti, tutelare i lavoratori e superare le differenze di trattamento dei lavoratori tra le aziende: un percorso necessario per affrontare i tanti problemi emersi negli appalti e costruire condizioni di lavoro più giuste”.
Restano però senza soluzione alcune questioni ritenute fondamentali: “la regolamentazione delle attività di facchinaggio e consegna al piano, l’assenza di trattamenti economici omogenei e la mancanza di una contrattazione di secondo livello”.
“Permangono – scrive Filt Emilia Romagna – riconoscimenti economici, a vario titolo e in varie modalità, che dipendono ancora dalle decisioni delle singole aziende, senza regole chiare e condivise. Anche la proposta sul Premio di Risultato è insufficiente: non risponde alle richieste sindacali e non è in linea con quanto già previsto in altri appalti della filiera BRT e del settore dei corrieri espressi sul territorio”.
E ancora: “Non è accettabile che lavoratori impegnati nelle stesse attività siano sottoposti a condizioni normative ed economiche differenti: la frammentazione degli appalti non può diventare un alibi per lasciare irrisolti i problemi e indebolire le tutele ancor di più in una filiera che ha intrapreso un lungo e complesso percorso di regolarizzazione degli appalti”.
La Filt Cgil sostiene di aver “fatto la propria parte, cercando il confronto e lavorando per arrivare a regole certe”. Ora però sostiene servano “risposte concrete da parte delle aziende e di Fedit”.
Sono queste le ragioni che hanno spinto il sindacato a proclamare lo stato di agitazione a livello regionale, dichiarandosi pronto a “iniziative di protesta e scioperi”.
“Senza norme condivise – conclude Filt – non c’è vera regolarizzazione della filiera. Senza contrattazione non c’è tutela dei diritti. E senza risposte, la mobilitazione proseguirà.”
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