I bei tempi andati
Nel suo blog Faccio il Sovversivo 2.0 parla dei "Bei tempi andati", quelli in cui "non necessariamente stavamo meglio" ma siamo sopravvissuti trasformando "le nostre cazzate in ricordi nostalgici"
Nel suo blog Faccio il Sovversivo 2.0 parla dei "Bei tempi andati", quelli in cui "non necessariamente stavamo meglio" ma siamo sopravvissuti trasformando "le nostre cazzate in ricordi nostalgici"
Un paese dove tutti si conoscono. Dove ci si saluta al bar, dove si va alla stessa sagra, dove i nostri nonni hanno lavorato la stessa terra. Perché, da un po' di tempo a questa parte, se il tuo vicino ha la pelle di un altro colore, diventa automaticamente un...
Siamo sempre da soli. E va bene così. A loro. È come vivere su un’isola. Ognuno murato in casa sua. Col telefonino in mano. Siamo sempre da soli. Scrivi, condividi, ti arrabbi. Poi metti giù e non cambia niente. Un’ingiustizia al giorno. Un morto sul lavoro al...
Ci toglievamo la magliettina e quelle erano le porte. Non serviva niente altro. Due magliette per terra a fare da palo e iniziava la partita. Il pallone si chiamava Tango. Un po’ pesante, ma sempre meglio del Super Tele che volava troppo. Le casacche erano petto...
Oggi ti ho vista sposa in mezzo ai vigneti di Negrar. Il mio cuore è scoppiato di gioia
Credo che iscriversi ad un sindacato e impegnarvisi non sia superfluo: lo dico soprattutto ad alcuni giovani, ma anche a tanti miei colleghi, i quali pensano che i contratti di lavoro spuntino dalla terra, come le viole o i papaveri.
È urgente che si capisca l’importanza di essere tutelati, sostenuti e assistiti in questo preciso momento, in cui il profitto fa fare cose inimmaginabili all’essere umano che si trasforma in bestia e se ne frega degli altri, anche se stanno soffrendo o stanno per morire.
Nessuna conquista è per sempre, c’è sempre qualcuno che è interessato a toglierla, per cui resistere è, non solo un dovere, ma una necessità, altrimenti non si va avanti.
Lavoro in fabbrica da quando avevo 14 anni ora ne ho 48 e posso dire di conoscere “alcune” dinamiche.
Diventare delegato sindacale alla Berco S.p.A di Copparo non sarà facile…
A volte sono in contrasto con alcuni modi di operare all’interno della fabbrica, ma è proprio questo che rende questo sindacato unico, ognuno può esprimersi liberamente, portare le proprie idee e svilupparle con l’aiuto di tutti i metalmeccanici.
Dopo anni di vicinanza all’attività sindacale, penso di poter dare il mio contributo.
Come diceva Giuseppe Di Vittorio ”La causa è talmente giusta che merita di essere servita, anche con dei sacrifici”.
Parlo della FIOM, parlo della CGIL, parlo di quel sindacato che durante le trattative propone, espone ed incoraggia i lavoratori a non arrendersi mai, quel sindacato antico come il sindacato stesso che non si è mai venduto alle aziende, quel sindacato che non offre favori personali, ma che agisce sempre per il bene comune di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.
Penso sia giunto il momento di dirlo chiaramente, mai nessuno come la FIOM nella storia sindacale…
“L’adesione è volontaria.
Essa comporta piena eguaglianza di diritti e di doveri nel pieno rispetto dell’appartenenza a gruppi etnici, nazionalità, lingua, orientamento sessuale, identità di genere, culture e formazioni politiche, diversità professionali, sociali e di interessi, dell’essere credente o non credente.
Essa, inoltre comporta l’accettazione dei principi e delle norme del presente Statuto, in quanto assumono i valori delle libertà personali, civili, economiche, sociali, politiche e della giustizia sociale quali presupposti fondanti e fini irrinunciabili di una società democratica”.
Questo è l’articolo 1…
Questa è la FIOM!!!
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