Cronaca
14 Luglio 2020
Luigi Stracuzzi verrà sentito il 24 settembre. A novembre la sentenza per Naser Dzemailov, padre dei rapinatori

Rapina al compro oro, rinviata la testimonianza di uno dei ricettatori

di Redazione | 1 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

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Il testimone non si presenta e l’udienza viene rinviata. Si allunga così il processo per ricettazione generato dall’operazione con cui i carabinieri avevano smantellato la banda che si era occupata del violento colpo in corso Porta Mare, al compro oro “Aurum” del 28 gennaio 2017.

In quel frangente i carabinieri arrestarono i due rapinatori materiali – Joseph Dzemailov e Bajram Kutisov, entrambi cittadini italiani, appartenenti a una famiglia nomade di etnia Rom residente nel territorio di Jolanda di Savoia – che hanno patteggiato una pena a 4 anni e mezzo di reclusione.

E con loro vennero bloccati anche i ricettatori, tra i quali Luigi Stracuzzi che ha già patteggiato e che doveva essere sentito come testimone nell’udienza di lunedì 13 luglio, ma non si è presentato in tribunale.

L’interrogatorio è stato quindi rinviato al 24 settembre per chiarire la rete di ricettazione e la posizione di Naser Dzemailov, padre di entrambi i rapinatori (anche se hanno cognome diverso) e colui che secondo il pm Isabella Cavallari avrebbe ricettato parte della refurtiva o comunque si sarebbe attivato per favoreggiamento per far sì che i figli potessero ottenere il prezzo stabilito.

L’imputato, difeso dall’avvocato Giovanni Sorgato, si è sempre dichiarato estraneo ai fatti anche perché al momento del colpo si trovava in Francia. La sentenza è attesa per il 19 novembre.

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