Petrolchimico: “Basta nascondere la testa sotto la sabbia”
L’assenza di una politica industriale lungimirante a livello nazionale, unita all'indifferenza di chi governa Ferrara, sta portando il comparto verso un punto di non ritorno
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È servita una nota del Mef in serata a fare chiarezza, ma la sostanza è che il Governo, approvando in seconda battuta il decreto ‘Crescita’ ha dato il via libera agli indennizzi per gli azzerati Carife e delle altre cinque banche poste in risoluzione o fallite tra 2015 e 2016, seguendo l’accordo raggiunto l’8 aprile con la maggioranza delle associazioni durante l’incontro a Palazzo Chigi.
La nota del Mef. “Via libera alle norme che chiariscono la platea e le modalità di accesso per azionisti e obbligazionisti al Fondo di Indennizzo Risparmiatori, per il quale sono stati stanziati complessivamente 1,5 miliardi di euro nel triennio 2019-2021 – si legge nella nota del Mef -. Si apre così l’iter che porterà ai rimborsi per i risparmiatori coinvolti dai crac bancari: saranno automatici per il 90% circa della platea, ovvero chi ha un reddito imponibile inferiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare inferiore ai 100.000 euro, soglia elevabile a 200.000 euro subordinatamente all’approvazione della Commissione Europea. Per il restante 10% viene predisposto un indennizzo semiautomatico, con la semplificazione dei processi di verifica da parte di una Commissione tecnica attraverso la tipizzazione in diverse categorie delle violazioni massive e dei criteri che portano all’erogazione diretta dell’indennizzo. Entro il limite massimo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore, gli azionisti avranno diritto ad un indennizzo pari al 30% del costo di acquisto mentre per gli obbligazionisti subordinati tale soglia sale al 95%”.
Una giornata di confusione. Viene fatta così chiarezza sulle voci e le interpretazioni che per buona parte della giornata di mercoledì si sono rincorse dopo l’approvazione in tarda notte del decreto da parte del Consiglio dei ministri. Inizialmente si era parlato di un importo massimo dell’indennizzo elevato a 200mila euro, poi era stato chiarito che i 200mila euro erano riferiti al requisito del patrimonio mobiliare, lasciando però spazio all’ipotesi di ulteriori ritardi, in attesa che fosse l’Unione Europea a dire sì o no.
Il Mef ha invece specificato che i requisiti rimangono quelli che sembrano avere già avuto un parere positivo da parte della Commissione Europea e che sono stati fissati da settimane, trovando l’accordo della maggior parte delle associazioni che rappresentano i risparmiatori.
La possibilità di elevare uno dei requisiti per l’accesso al ristoro automatico è stata presentata dal M5S per ampliare la platea dei beneficiari e venire incontro alle due associazioni venete (e in parte anche ad Amici di Carife) che avevano votato contro l’accordo, ma è stata cassata dal ministro Giovanni Tria, per poi rientrare sotto forma di ipotesi applicabile in caso di positiva interlocuzione con l’Europa. In questo modo non dovrebbero esserci ulteriori intoppi per l’avvio definitivo dell’iter per i rimborsi.
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