Cento
30 Settembre 2014
Il librario aveva rilevato la M. D'Auria Editore negli anni '80

Ultimo addio al centese Macchiavelli

di Redazione | 2 min

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(foto tratta da Il Mattino)

(foto tratta da Il Mattino)

Cento. La comunità centese si stringe nel dolore per la morte di Gianni Macchiavelli, che proprio a Cento era nato e cresciuto prima di iniziare la sua brillante carriera a Napoli, dove era diventato un punto di riferimento nel mondo letterario per aver rilevato la M. D’Auria Editore, una delle più antiche case editrici e librerie internazionali italiane. Non solo editore e libraio, quindi, ma un vero e proprio studioso, un uomo colto e pieno di interessi, che ha sempre coltivato con passione fino alla sua scomparsa avvenuta lo scorso 27 settembre nella sua casa partenopea, all’età di 66 anni. I funerali si sono celebrati ieri pomeriggio presso la basilica di San Domenico Maggiore, una cerimonia riservata come era nel suo carattere, un uomo erudito ma sempre discreto.

Macchiavelli era nato a Cento il 6 febbraio del 1948 e si era formato con studi teologici tra Roma e Bologna sotto la guida di don Giuseppe Dossetti, prima di arrivare a Napoli dove ha dato adito alla sua vera vocazione di libraio e dove ha costruito la sua famiglia sposandosi con Giuliana Boccadamoda con cui ha avuto due figli: Luca e Chiara. Nel 1980 la sua vita si intreccia irrimediabilmente con il mondo culturale non solo partenopeo ma nazionale: in quell’anno, infatti, Macchiavelli decide di rilevare la M. D’Auria Editore, dichiarata 6 anni più tardi “bene culturale nazionale di particolare interesse artistico e storico”.

Una libreria-editrice situata nel cuore storico della città partenopea, nello specifico nel palazzo Pignatelli di Monteleone in Calata Trinità Maggiore, che Macchiavelli ha saputo trasformare in un punto di riferimento culturale, conquistandosi la stima di teologi, studiosi e artisti, tra cui figurano l’amicizia con l’arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto Bruno Forte, il noto fotografo Pepi Merisio e l’altrettanto celebre scultore Floriano Bodini che lanciano i propri messaggi di cordoglio per dare l’ultimo saluto a un uomo appassionato che ha saputo con un’umanità invidiabile rappresentare un baluardo di cultura in un paese che investe sempre meno in questo settore. Il suo ultimo lavoro è stato il “Dizionario dei librai di Napoli nel Rinascimento”, un’importante contributo alla storia della tipografia napoletana nei secoli XV-XVIII. Il mondo della ricerca dà l’ultimo addio al centese che ha lasciato il segno nella storica istituzione al centro della ‘Napoli sacra’.

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