La giustificazione di Vasco Errani sui ritardi nella pubblicazione del rapporto Ichese, svelato recentemente dalla rivista “Science”, non ha affatto convinto nemmeno uno dei più autorevoli luminari in materia di prevenzione dei terremoti, il professor Franco Ortolani, docente ordinario di geologia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Per Ortolani, infatti, ci sono molte cose che non vanno e con le quali “si continua a prendere in giro i cittadini”.
Ortolani è un volto e un nome conosciuto a Ferrara e provincia: il 9 ottobre scorso è stato invitato alla Sala Estense a tenere una relazione sul tema “Attività geotermica ed induzione sismica”, mentre qualche giorno dopo è stato ospite dei “No Triv”di Cento nel corso di una serata durante la quale il professore ha messo in luce proprio i rischi sismici legati alle trivellazioni. Quelle stesse correlazioni tra terremoto e attività estrattive che il rapporto della commmissione Ichese ha evidenziato, ritenendo di non poter escludere che ad accelerare i processi naturali che hanno portato agli eventi sismici del 2012 siano state proprio le attività umane di estrazione. Un rapporto consegnato a metà febbraio, ma che non viene divulgato. Errani riferisce che – visto che il rapporto individua la necessità di approfondire gli studi “sviluppando attività di monitoraggio altamente tecnologiche per l’acquisizione di ulteriori dati” che escludano o confermino il legame causale tra le estrazioni di idrocarburi nella località Cavone e i fenomeni di sismicità dell’area – si è proceduto ad attivare presso il ministero dello Sviluppo Economico, in stretta relazione con la Regione, un gruppo di lavoro composto da tecnici del ministero, del dipartimento della Protezione Civile ed altri esperti, che da allora sta lavorando agli approfondimenti indicati nelle raccomandazioni della commissione.
“C’è qualcosa che non va”, ribadisce Ortolani interpellato in questi giorni dal medico igienista e ambientalista Luigi Gasparini, la cui prima considerazione sulla vicenda è inerente al fatto che il ricorso ai superesperti internazionali “è stato giustificato dalla necessità di avere una precisa relazione che gli esperti nazionali non erano in grado di fornire”. “E ora – aggiunge il geologo – che fanno i responsabili istituzionali? Tirano in ballo quegli esperti nazionali che alcuni mesi fa non erano ritenuti all’altezza di effettuare una analisi scientifica trasparente? Abbiamo perso due anni, praticamente”.
Per Franco Ortolani, inoltre, i responsabili istituzionali “devono subito rendere pubblica la relazione della Commissione Ichese, subito così come è stata firmata dagli esperti internazionali. Devono rispettare gli impegni assunti che prevedono la redazione della superrelazione e la conseguente sua pubblicazione”.
In merito poi al gruppo di lavoro che Errani riferisce essersi costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico, Ortolani si chiede chi siano i componenti di questo gruppo di lavoro, da chi siano stati scelti e con quali criteri e cosa debbano fare. “Non si dimentichi – commenta il professore – che “esperti” di varie strutture pubbliche italiane hanno collaborato e collaborano ufficialmente a vari progetti che riguardano le attività commerciali nel sottosuolo, in terra ed in mare, come gli impianti di stoccaggio di metano ed anidride carbonica, di ricerca geotermica per produzione di energia elettrica, monitoraggi vari. Non si dimentichi che queste collaborazioni sono retribuite dai committenti interessati a realizzare gli interventi proposti per ricavare guadagni. Potrebbero individuarsi conflitti d’interesse. Qualcosa non va, è fin troppo chiaro. Mi dispiace ma non è trasparente l’operazione avviata. Non si prevede niente di “trasparente”!”
Il professor Ortolani mette inoltre in evidenza una palese contraddizione fra quanto sostengono due Ministeri diversi. Da una parte il Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche, sul cui sito web alle pagine “Informazioni, le domande più frequenti, Stoccaggio del gas naturale” è scritto che “Nessuno degli studi e delle analisi condotte in questi anni ha evidenziato possibili correlazioni fra fenomeni sismici e lo stoccaggio di gas nel sottosuolo. Come ulteriore e continua verifica, tutti i giacimenti sono costantemente monitorati con appositi sensori inseriti nel sottosuolo al fine di rilevare eventuali eventi microsismici nel corso delle fasi di iniezione ed erogazione”. “Di diversa opinione – fa notare Ortolani – è il Ministero dell’Ambiente, tanto è vero che nel dare, recentemente, l’assenso alla realizzazione della nuova centrale di compressione del gas nell’impianto di stoccaggio di Bordolano (Cremona) ha prescritto che “qualora la sismicità registrata “in un raggio d’azione di 10 km dai ‘fondo-pozzo’ dello stoccaggio uguagli o superi la magnitudo locale di 3.0, dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti opportuni atti a riportare la magnitudo locale massima dei sismi a valori inferiori a 2.0″. Un’analoga prescrizione era già stata disposta per lo stoccaggio di Sergnano, sempre in provincia di Cremona. Come la mettiamo? Si vuole continuare a prendere in giro i cittadini?”
“A vantaggio di trasparenza – conclude Ortolani – si deve sapere cosa ha fatto la commissione Ichese che ha funzionato usando il denaro pubblico, con chi ha collaborato, con quali società e a quale titolo è avvenuta la collaborazione, quali contributi hanno fornito i collaboratori e come sono stati utilizzati. Devono essere pubblicati tutti gli elaborati redatti dalla Commissione Ichese e tutto il materiale che ha utilizzato, subito, prima che qualcosa cambi!”.
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