Spaccio in zona Gad, arrestato un uomo dalla Squadra Mobile
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno arrestato un cittadino straniero accusato di spaccio di droga al termine di un’operazione condotta nella zona Gad
Non è più per omesso referto, come inizialmente ipotizzato, ma per depistaggio, il fascicolo d'indagine che la Procura di Ferrara ha aperto dopo il presunto ritardo da parte del Sant'Anna nell'informare l'autorità giudiziaria delle morti sospette dell'81enne Gabriella Cimatti e della 70enne Mara Cremonini
Arriva una svolta importante nell'inchiesta per le morti sospette delle pazienti Gabriella Cimatti, 81enne di Forlì, e Mara Cremonini, 70enne di San Pietro in Casale, nel Bolognese, avvenute a luglio 2023, nell'arco di ventiquattro ore, dopo lo stesso intervento di chirurgia oftalmica all'ospedale Sant'Anna di Cona
Ha raggiunto un accordo per patteggiare due anni di pena - subordinata a un percorso di otto mesi al Centro Ascolto Uomini Maltrattanti - la guardia giurata 59enne finita a processo con la pesante accusa violenza sessuale aggravata nei confronti della propria compagna di turno, una ragazza di 30 anni
È stato arrestato per spaccio dopo oltre ventiquattro ore trascorse al pronto soccorso dell'ospedale Sant'Anna di Cona, dove era stato accompagnato dalla Polizia di Stato per consentire l'espulsione di alcuni ovuli che aveva ingerito, verosimilmente contenenti cocaina
“Apprendiamo che le indagini sono in corso, auspichiamo che vi sia un forte impulso da parte delle forze dell’ordine a fare piena luce sul caso Bergamini e dare giustizia alla famiglia”. Così – come riporta l’agenzia Agenparl – si è espresso ieri alla camera il deputato ferrarese del Pd Alessandro Bratti.
Bratti ha voluto sollecitare la risposta del ministro Cancellieri a una sua interpellanza parlamentare sulla morte del calciatore Donato “Denis” Bergamini presentata nel dicembre del 2010 (vai all’articolo), nella quale chiedeva conto dei misteri sopravvissuti per oltre 20 anni alla morte del calciatore di Bagnocavallo di Argenta, avvenuta in circostanze mai chiarite il 18 novembre 1989, quando giocava nel Cosenza.
La procura di Castrovillari, dopo una strenua lotta per la verità portata avanti dalla famiglia Bergamini che non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio con cui fu archiviato il primo fascicolo, ha riaperto le indagini nel giugno 2011 per il reato di omicidio volontario a carico di ignoti (leggi). Ipotesi della quale Bratti è sempre stato convinto: “Il caso è stato riaperto perché è ormai evidente che Bergamini è stato ucciso e non si è suicidato”.
“Spero che altri politici si uniscano a lei per aiutarmi ad arrivare alla giustizia e alla verità – scrive la sorella di Denis sulla bacheca facebook del parlamentare per ringraziarlo -. Mio fratello nessuno può farlo ritornare in vita, ma lo Stato può aiutarmi. I miei genitori hanno diritto di vivere l’ultimo periodo della loro vita un po’ più sereni, sapendo che giustizia sul loro figlio è stata fatta, vivono solo per questo… in cerca della giustizia e della verità”. “Arriveremo in fondo”, è la promessa di Bratti.
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