Cronaca
26 Giugno 2012
Nominato un piccolo esercito di consulenti. La perizia parte il 28 giugno

Crollo capannoni, conferito l’incarico dalla procura

di Marco Zavagli | 2 min

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Uffici affollatissimi ieri mattina in procura per il conferimento dell’incarico per la perizia sui capannoni distrutti dal terremoto. I pm Proto e Savino hanno nominato il consulente della procura, l’ingegner Claudio Comastri. A lui si chiederà qual è stata la causa del collasso delle strutture industriali di Sant’Agostino, Dosso e Bondeno.

Il ctu valuterà – a partire dal 28 giugno – se i capannoni delle aziende Ursa di Stellata (dove perse la vita Tarik Naouk), Ceramica S. Agostino (dove perirono Leonardo Ansaloni e Nicola Cavicchi) e Tecopress di Dosso (dove morì in cui morì Gerardo Cesaro) rispondevano ai criteri di una corretta costruzione sulla base della normativa antisismica esistente all’epoca della progettazione del capannone e in riferimento a eventuali modifiche successive della struttura. Il tecnico poi procederà all’analisi dei documenti relativi a progettazione, edificazione, direzione lavori e collaudo, tenendo conto inoltre della provenienza dei materiali, verificando l’ancoraggio dei pannelli, dei nodi tra gli elementi strutturali, alla resistenza complessiva della struttura. Subito dopo si potrà procedere alla rimozione delle macerie.

Comastri sarà accompagnato dai numerosi consulenti nominati sempre ieri mattina dalle parti. Se ne contano 6 per la Ceramica, 11 per Tecopress e 5 per Ursa. A questi si sommano quelli delle persone offese. Anche gli avvocati Fabio Anselmo (per le famiglie Ceraso e Cavicchi), Claudia Tassinari (per i genitori di Tarik Naouk) e Roberto Neri del foro di Modena (per la famiglia di Ansaloni) hanno nominato propri consulenti.

Le conclusioni sono attese entro 60 giorni, anche se c’è già chi ipotizza un proroga di 180 giorni per il deposito. Al termine di questa prima operazione, che aiuterà i magistrati a individuare il campo di azione per valutare eventuali responsabilità, il cerchio degli indagati potrebbe restringersi notevolmente, con l’archiviazione di diverse posizioni.

Lo conferma indirettamente lo stesso pm Savino, che sottolinea ancora una volta come l’iscrizione nel registro degli indagati delle 28 persone chiamate in causa (vai all’articolo) “faccia parte di una serie di atti dovuti eseguiti per mettere più persone possibili nelle condizioni di esercitare i propri diritti di difesa”.

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