L’avrebbe attirata in un luogo privato per approfittare di lei. È stata sentita davanti al tribunale collegiale una studentessa che ha denunciato per violenza sessuale aggravata il suo professore.
Il caso scoppiò dopo la querela depositata dai genitori della giovane il 20 aprile del 2010. Lui, 66 anni, sposato con figli, insegnava lettere – oggi è in pensione – in un istituto superiore di Ferrara. Lei, già maggiorenne, lo accusa di averla invitata in casa sua con la scusa di parlare della sua situazione scolastica e di averla molestata.
“Quel giorno – racconta la giovane, costituita parte civile in giudizio attraverso l’avvocato Mattia Romani – eravamo in casa sua per parlare del mio rendimento scolastico. Avevo iniziato ad andare male a scuola. Mi disse che gli dovevo promettere che dovevo essere più presente a scuola”. Presenze altalenanti dovute anche al fatto che la giovane era studentesse lavoratrice. Da quel giorno, però, anziché incrementare, la sua frequenza scolastica diminuì ulteriormente, come dimostra il registro delle assenze e dei ritardi. “Evitavo di proposito le lezioni con il professore – spiega durante l’esame –; dopo aver parlato con la preside avevo anche ottenuto una sorta di permesso per frequentare altre lezioni in concomitanza con le sue”.
Ma cosa sarebbe successo quel giorno? Era il 2 febbraio del 2010. Lei e il professore – difeso dall’avvocato Beniamino Del Mercato – sono al primo piano. Li incrocia la donna delle pulizie che chiede di poter pulire la stanza. La donna, chiamata a testimoniare, ha fatto notare su domanda diretta del giudice Luca Marini, che era la prima volta che vedeva il docente ricevere in casa una studentessa.
A questo punto vanno al piano superiore, nello studio, e qui lui – secondo il racconto della giovane, avrebbe tentato di baciarla e avrebbe allungato le mani. “Mi sentii paralizzata per un minuto”. Poi il presunto tentativo di approccio cessò e lui l’accompagnò in stazione a prendere il treno per rincasare.
Anche successivamente a quell’incontro la studentessa sarebbe stata presa di mira con altre proposte e ammiccamenti, specialmente telefoniche, tanto da farle soffrire di improvvisi attacchi di panico quando lo incrociava nei corridoi a scuola.
Non crede a quella versione l’avvocato Del Mercato, che già in fase di udienza preliminare aveva avanzato tutte le sue remore sull’attendibilità della studentessa. La stessa pm titolare inizialmente del fascicolo, Angela Scorza (fascicolo poi passato nelle mani di Alberto Savino) aveva chiesto l’archiviazione, cui si oppose la parte civile e il gup decise così per l’imputazione coatta.
L’udienza è stata aggiornata al 22 ottobre.
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