Sport
20 Giugno 2012
Probabile il fallimento. O Eccellenza o Seconda Divisione con nome nuovo

Ultima spiaggia per la Spal

di Marco Zavagli | 2 min

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Ultima spiaggia per la Spal. Anche se il punto di partenza, o di approdo, è in alto mare. Questa mattina alle 11.15 Cesare Butelli e avvocati torneranno davanti al giudice Giusberti per l’istanza di fallimento depositata dai numerosi creditori del presidente.

Dando per scontato che il tribunale civile non concederà ulteriori proroghe, tutto è in mano alle garanzie che Butelli presenterà per soddisfare i creditori principali, che vantano complessivamente una cifra attorno ai 600mila euro. Ai quali si aggiungono i contributi degli stipendi di dipendenti e giocatori.

Nell’incontro di lunedì con i creditori l’avvocato di Butelli, Luca Poldaretti, non ha convinto i principali attori delle istanze di fallimento, che se questa mattina non vedranno nero su bianco una fideiussione che garantisca le loro pretese.

A Butelli servono due milioni e mezzo per evitare il fallimento e iscrivere la squadra al campionato di Seconda Divisione entro il 28 giugno. La, nella cui orbita gravita lo stesso presidente, avrebbe pronti 600mila euro, più altri 900mila a fine mese. Non sufficienti.

La cessione del credito dei proventi derivati dalla cartolarizzazione dei crediti del fotovoltaico da parte della finanziaria Il Gioiello non è andata a buon fine. I tempi sono troppo lunghi. “Al momento l’unica garanzia che ci è stata prospettata – allarga le braccia Gianni Ricciuti, legale di Matteo Mazzoni di Top Secret – è una fideiussione con persona da trovare. I 600mila euro che dovevano versare ai quattro creditori principali (Top secret, Ica, Asics e avvocato Grassani, ndr) non si sono visti. Mi pare troppo poco”.

Lo scenario più probabile a questo punto è la dichiarazione di fallimento, con il rischio di ripartire dall’Eccellenza. Oppure mantenere la squadra in Seconda Divisione acquistando il titolo e cambiando il nome della società. Su questo versante potrebbero trovare esiti positivi gli interessi dei gruppo che fanno capo a Pelliccioni e Dominici da una parte, e a Tomasi e figli dall’altra.

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