Cronaca
6 Giugno 2012
L’avvocato: “I figli vittime di un eccesso di accanimento terapeutico giudiziario”

Gli portarono via i figli per maltrattamenti, ora viene assolto

di Marco Zavagli | 2 min

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Dopo una vicenda giudiziaria durata cinque anni il suo incubo è terminato. Termina così, con la sentenza del giudice Luca Marini che, al termine della discussione chiusa con la requisitoria del pm onorario Stefano Antinori e le arringhe degli avvocati Piero Giubelli, parte civile per i servizi sociali dell’Asl, Maria Luigia Mezzogori per il padre e Federica Scagnolari per la suora, l’altra imputata, ha assolto con formula piena il medico accusato di maltrattamenti sui figli.

Il processo vedeva alla sbarra il padre di due bambini, accusato di maltrattamenti in famiglia (il capo di imputazione parla di spinte, insulti, calci, schiaffi, minacce e percosse) e una suora di un asilo che ospitava i minori, imputata di favoreggiamento per “aver eluso le investigazioni dell’autorità giudiziaria”.

Le origini del processo sorgono nel marzo 2009, quando all’uscita di scuola alcune madri di altri alunni vedono il padre strattonare i figli per farli entrare a scuola. Ne scaturisce un esposto alla procura, che inizialmente dispone l’allontanamento dell’uomo dal contesto familiare per maltrattamenti in famiglia. Contestualmente i servizi sociali provvedevano a collocare i bambini in un altro contesto familiare, mentre la procura iscriveva nel registro degli indagati entrambi i genitori. La posizione della madre verrà archiviata.

Del caso si occupò anche il parlamento con una interrogazione firmata dal senatore ferrarese Alberto Balboni e dal collega Elio Massimo Palmizio, presentata ai ministri di Sanità, Interno e Giustizia. Nel documento i parlamentari chiedevano lumi sulla condotta degli assistenti sociali. La difesa dell’imputato aveva anche paventato un possibile ricorso alla Corte Europea per far valere i diritti dei genitori.

Ora arriva la fine del tunnel, “il momento non della gioia, ma del sollievo”, come commenta l’avvocato Mezzogori, che assiste la famiglia fin dal primo momento, “da quando il pm chiese l’allontanamento dei figli e per i due bambini iniziò la scannerizzazione da parte di un esercito di psicologi e psichiatri”.

Tutto perché, secondo la difesa, “si aveva a che fare con un famiglia in difficoltà di fronte a figli problematici che meritavano sostegno anziché un eccesso di accanimento terapeutico giudiziario”.

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