Cronaca
23 Maggio 2012
Pene da 2 anni e 8 mesi per gli intermediari. Una assoluzione

Truffa del fotovoltaico, due condanne

di Marco Zavagli | 2 min

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Gli avevano promesso prestiti incredibili per guadagnare con le energie alternative, ma alla fine a guadagnarci erano stati solo loro. Si è concluso con due condanne a 2 anni e 8 mesi, oltre a 30mila euro di provvisionale nei confronti della parte civile, assistita dall’avvocato Alessandra Palma, il processo contro tre persone accusate di truffa aggravata.

Siamo nell’aprile del 2009. Un imprenditore locale è in cerca di un finanziamento per installare un parco fotovoltaico in provincia di Ferrara. Si rivolge a un conoscente, che insieme a un secondo uomo lo mette in contatto con una società neozelandese con sede a Parma. Si compilano le pratiche per ottenere un prestito di 10milioni di euro. Intanto i mediatori si fanno consegnare  parcelle di tutto rispetto: 18mila a uno e 5mila all’altro. Poi spariscono. E il finanziamento non è mai arrivato.

L’imprenditore si è rivolto quindi alla guardia di finanza che, dopo i primi accertamenti, ha scoperto che la finanziaria della Nuova Zelanda non era abilitata a quel tipo di operazioni.

Per quei fatti erano finite a processo tre persone: Aldo Pietro Ferrari e Giuseppe Angelo Borali, entrambi parmensi, e Davide Ghelli. Per i primi due l’accusa era anche di esercizio abusivo dell’attività di intermediazione. Da questo capo di imputazione sono stati assolti, mentre per la truffa sono stati condannati dal giudice Rizzieri (pm Antinori) a 2  anni e 8 mesi. Assolto invece Ghelli.

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