Portomaggiore
16 Maggio 2012
Toma Buga accoltellò Florian Badea che morì durante il trasporto in ospedale

Condannato a 15 anni per l’omicidio dell’amico

di Marco Zavagli | 2 min

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Il luogo del ferimento

Portomaggiore. Condannato a 15 anni e 4 mesi per l’omicidio dell’amico. Il gup Monica Bighetti ha emesso la sua sentenza sul processo per rito abbreviato a carico di Toma Buga, l’uomo di 44 anni che uccise con una coltellata per futili motivi l’amico e compagno di lavoro Florian Badea, 49 anni.

Tutto accadde in pochi, rapidi e concitati momenti la sera del 13 settembre 2011, in via Linaroli, nella periferia di Portomaggiore. Verso le 22, i  due – entrambi braccianti dipendenti di un’azienda agricola del luogo e conoscenti da circa vent’anni – si trovavano presso un’abitazione rurale. A un certo punto la vittima, insieme ad altre due persone, mentre i lavoratori stavano decidendo se indire o no uno sciopero contro il datore di lavoro, hanno uno

Toma Buga

scontro con la moglie dell’imputato. Volano solo parole. Così non è invece nei confronti del marito, intervenuto per difenderla. I tre lo aggrediscono e lo feriscono a un occhio. Lui, per tutta risposta, estrae un coltello e colpisce Badea all’addome.

Viene dato l’allarme e sul posto intervengono 118 e carabinieri. L’ambulanza porta il ferito al pronto soccorso dell’ospedale di Argenta e da qui al Sant’Anna ma, nonostante i disperati tentativi di salvarlo, l’uomo muore durante il tragitto.

Buga venne rapidamente individuato dai carabinieri e arrestato. Durante l’udienza in rito abbreviato, richiesto dall’avvocato difensore Marcello Rambaldi, l’imputato – che già aveva confessato l’accaduto sostenendo comunque di aver agito dietro provocazione – ha ribadito quanto detto in sede di interrogatorio.

Nel corso della discussione, il pm Nicola Proto ha chiesto al termine della requisitoria 16 anni di reclusione. In sede di arringa Rambaldi ha chiesto in prima istanza l’assoluzione per legittima difesa, in seconda istanza il riconoscimento delle attenuanti generiche e dell’attenuante specifica della provocazione.

Dopo un’ora di camera di consiglio è arrivata la decisione del gup: 15 anni e 4 mesi. Verdetto contro il quale l’avvocato Rambaldi preannuncia che farà appello, “per far valere le circostanze dell’aggressione fisica subita e della difesa della moglie”.

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