Cronaca
7 Marzo 2012
Molestò bambine dai 3 ai 6 anni che gli erano affidate nella parrocchia

Condannato anche in appello il prete pedofilo

di Marco Zavagli | 3 min

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Quattro anni e due mesi. È la sentenza di appello per il prete condannato per pedofilia dal tribunale di Ferrara. In primo grado al sacerdote, 72 anni, che gestiva una parrocchia dell’Alto ferrarese ricadente sotto la diocesi di Bologna, venne comminata nell’aprile del 2008 la pena di sei anni e dieci mesi. E questo per abusi sessuali compiuti nel 2003 e 2004 nei confronti di una decina di bambine – tutte tra i 3 e i 6 anni – che gli erano affidate in qualità di responsabile della struttura che vedeva annessa una scuola materna (vai all’articolo).

Rispetto al primo grado il “don” incassa l’assoluzione per il capo di imputazione che riguardava le molestie – sempre a sfondo sessuale – nei confronti di due educatrici della struttura. La corte d’appello ne ha rilevato la tardività della querela.

Confermate invece le provvisionali nei confronti delle parti civili. Parti civili “mai risarcite”, come ricorda ancora oggi l’avvocato Claudia Colombo, che lamenta come “in questi anni le famiglie delle vittime non hanno mai ricevuto una lettera di scuse, né ristoro, niente. Nemmeno da parte della Curia”.

La Curia venne infatti chiamata in causa dai giudici di primo grado, in quanto “il silenzio dei vertici ecclesiastici – si legge nella sentenza di primo grado – e la loro ritrosia a mettere sul tappeto le notizie sulle accuse che già da tempo circolavano sul conto” del parroco, “e di cui i rappresentanti dei genitori e l’educatrice intendevano discutere, equivale a implicita ammissione di conoscenza di quei fatti da parte delle gerarchie e consente di leggere tutta la vicenda come un tentativo di evitare uno scandalo che si considerava inevitabile perché fondato su fatti inoppugnabili” (vai all’articolo).

Nel frattempo il prete, già sospeso in via cautelare dall’esercizio di tutte le facoltà sacerdotali nell’aprile 2005, dopo gli arresti domiciliari, è stato ridotto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede allo stato laicale (vai all’articolo).

In sede di appello la difesa, sostenuta dall’avvocato del sacerdote, Giuseppe Coliva, ha sostenuto come ai danni del’ex sacerdote possa essere stato organizzato un complotto da parte delle maestre che temevano di perdere il lavoro. Motivo per cui ha chiesto l’assoluzione.

Tesi alla quale ha mostrato di non credere la corte composta dal presidente Pederiali assieme a Di Bari e Passerini, che ha emesso al condanna a 4 anni e 2 mesi. “Aspetto di leggere le motivazioni della riduzione della pena – commenta l’avvocato di parte civili Carlo Bergamasco (sostituito in udienza dall’avvocato Simone Pritoni, ndr) -; l’importante è che comunque sia stata confermata la colpevolezza dell’imputato”. “La difesa sicuramente ricorrerà in cassazione – aggiunge la collega Colombo – e noi resisteremo anche nell’ultimo grado di giudizio”.

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