Dopo la lettera-denuncia della Funzione pubblica della Uil delle due aziende ospedaliere Sant’Anna e Aus, resa nota ieri in esclusiva da Estense.com (vai all’articolo), qualcosa da Roma si muove. La missiva, firmata dal sindacalista Enrico Franceschi (e indirizzata a Sant’Anna, Provincia di Ferrara, Regione, Inail, ministero, Corte dei Conti, commissione parlamentare sul Ssn, presidenza del consiglio e il presidenza della Repubblica), ha destato già i primi interessi. In particolare quelli della Corte dei Conti e dell’Istituto assicurativo contro gli infortuni sul lavoro.
Nella lettera prendeva le mosse dai sospetti della procura sulla possibile divergenza del calcestruzzo finito in alcuni blocchi dell’ospedale con il materiale previsto da capitolato. Il punto interrogativo riguardava la durata del manufatto, che – in caso di conferma delle accuse mosse in fase di indagini – non avrebbe la durata di cent’anni richiesta in sede di assegnazione dell’appalto.
La Fpl-Uil chiedeva a questo punto a enti e istituzioni chiamati in causa di valutare la possibilità – sempre in caso di conferma giudiziaria di quelli che al momento sono solo rilievi mossi agli indagati – di pretendere dalla società appaltatrice “l’eliminazione di vizi, difetti, e carenze strutturali”, oppure, in alternativa, la richiesta di risarcimento danni. Altrimenti, in via subordinata, si chiedeva di prendere in considerazione la gestione diretta dei servizi no core o, come extrema ratio, “il rifacimento integrale dell’opera conformemente al capitolato d’appalto esistente” in un luogo più congruo.
Le prime orecchie a cogliere il grido del sindacato sono state quelle dell’Inail, che “mi ha contattato – conferma Franceschi – per chiedermi alcune precisazioni e farmi sapere che la lettera è stata inviata al commissario che rappresenta in sede legale gli interessi dell’istituto”. Inail infatti ha finanziato il nuovo ospedale con un esborso di 65 milioni di euro “ed ovviamente sono interessati al buon fine del loro investimento”.
Al coordinatore della Uil per le aziende ospedaliere è arrivata inoltre comunicazione da parte della Corte dei Conti, “che ha inoltrato il documento alla procura generale come atto dovuto, conoscitivo”.
In attesa di eventuali sviluppi Franceschi chiarisce il significato di questa decisa presa di posizione del sindacato: “Cona deve essere Cona. Io non voglio processare nessuno e questa non è una battaglia per impedire l’apertura del nosocomio, bensì una battaglia affinché ai ferraresi venga consegnato quell’ospedale che volevano e che hanno pagato. Ai politici chiediamo che in quella struttura siano presenti tutti i requisiti in base ai quali hanno convinto i cittadini a votarli e a credere nel progetto Cona”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com