Politica
29 Febbraio 2012
Dopo la lettera Funzione pubblica della Uil resa nota da Estense.com

Cona, si interessano Corte dei Conti e Inail

di Marco Zavagli | 2 min

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Dopo la lettera-denuncia della Funzione pubblica della Uil delle due aziende ospedaliere Sant’Anna e Aus, resa nota ieri in esclusiva da Estense.com (vai all’articolo), qualcosa da Roma si muove. La missiva, firmata dal sindacalista Enrico Franceschi (e indirizzata a Sant’Anna, Provincia di Ferrara, Regione, Inail, ministero, Corte dei Conti, commissione parlamentare sul Ssn, presidenza del consiglio e il presidenza della Repubblica), ha destato già i primi interessi. In particolare quelli della Corte dei Conti e dell’Istituto assicurativo contro gli infortuni sul lavoro.

Nella lettera prendeva le mosse dai sospetti della procura sulla possibile divergenza del calcestruzzo finito in alcuni blocchi dell’ospedale con il materiale previsto da capitolato. Il punto interrogativo riguardava la durata del manufatto, che – in caso di conferma delle accuse mosse in fase di indagini – non avrebbe la durata di cent’anni richiesta in sede di assegnazione dell’appalto.

La Fpl-Uil chiedeva a questo punto a enti e istituzioni chiamati in causa di valutare la possibilità – sempre in caso di conferma giudiziaria di quelli che al momento sono solo rilievi mossi agli indagati – di pretendere dalla società appaltatrice “l’eliminazione di vizi, difetti, e carenze strutturali”, oppure, in alternativa, la richiesta di risarcimento danni. Altrimenti, in via subordinata, si chiedeva di prendere in considerazione la gestione diretta dei servizi no core o, come extrema ratio, “il rifacimento integrale dell’opera conformemente al capitolato d’appalto esistente” in un luogo più congruo.

Le prime orecchie a cogliere il grido del sindacato sono state quelle dell’Inail, che “mi ha contattato – conferma Franceschi – per chiedermi alcune precisazioni e farmi sapere che la lettera è stata inviata al commissario che rappresenta in sede legale gli interessi dell’istituto”. Inail infatti ha finanziato il nuovo ospedale con un esborso di 65 milioni di euro “ed ovviamente sono interessati al buon fine del loro investimento”.

Al coordinatore della Uil per le aziende ospedaliere è arrivata inoltre comunicazione da parte della Corte dei Conti, “che ha inoltrato il documento alla procura generale come atto dovuto, conoscitivo”.

In attesa di eventuali sviluppi Franceschi chiarisce il significato di questa decisa presa di posizione del sindacato: “Cona deve essere Cona. Io non voglio processare nessuno e questa non è una battaglia per impedire l’apertura del nosocomio, bensì una battaglia affinché ai ferraresi venga consegnato quell’ospedale che volevano e che hanno pagato. Ai politici chiediamo che in quella struttura siano presenti tutti i requisiti in base ai quali hanno convinto i cittadini a votarli e a credere nel progetto Cona”.

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