Cronaca
23 Dicembre 2011
La procura chiese l’archiviazione perché non riscontrò responsabilità

Neonato morì dopo sei giorni, dal gip per chiedere un processo

di Marco Zavagli | 2 min

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Una versione dei fatti diametralmente opposta a quella sostenuta dall'accusa. È quella fornita ieri (venerdì 10 luglio) in aula da una donna, sentita come testimone nel processo a carico di un cittadino nigeriano di 37 anni, accusato di lesioni personali e stalking nei confronti dell'avvocato Gianluca Bonazza, candidato sindaco per Fratelli d'Italia alle elezioni comunali di Lagosanto nel 2024, e della moglie

Vende auto usate all’asta, ma lo sono troppo: condannato per frode in commercio

Condannato a 1.500 euro di multa e al pagamento di una provvisionale di 5mila euro in favore della parte civile. È la sentenza pronunciata nella mattinata di venerdì 10 luglio dal tribunale di Ferrara nei confronti dell'amministratore unico della società che, nel 2022, aveva organizzato un'asta per la vendita di autovetture usate, riconosciuto colpevole del reato di frode in commercio

Due genitori chiedono che se ci sono responsabilità nella morte del loro figlio nato da appena sei giorni, queste vengano a galla. La loro voce è entrata ieri nell’aula del gip attraverso i documenti portati dal loro avvocato, Silvia Gamberoni, per opporsi alla richiesta di archiviazione già depositata dalla procura.

Il dramma della coppia, originaria del Bangladesh e residente a Ferrara dopo aver trascorso qualche anno a Cento, ha inizio il 5 ottobre 2010, quando nasce il secondogenito. Tre giorni dopo il parto le dimissioni. I genitori, però, si accorgono che qualcosa non va: il figlioletto presenta rigidità al collo e alla testa, piange in continuazione, il colorito della pelle è cupo. Tranquillizzati dai medici, tornano a casa, ma la febbre continua a salir, fino a 39 gradi. Si presentano convulsioni. I genitori allarmati tornano in fretta e furia al SS. Annunziata di Cento.

Da qui padre e madre, portano il piccolo con la propria auto a Bentivoglio. Qui viene riscontrata una sospetta sepsi neonatale da meningite (confermata successivamente dall’autopsia, ndr) e lo trasferiscono immediatamente in ambulanza al Maggiore. A Bologna il piccolo rimane ricoverato per due giorni in terapia intensiva neonatale. Fino a lunedì 11 ottobre, quando il suo piccolo cuore cessa di battere (vai all’articolo).

Ieri in tribunale a Ferrara l’avvocato Gamberoni ha presentato le conclusioni dei propri consulenti, il medico legale Lucrezia Vita e l’infettivologo Florio Ghinelli, che “contraddicono – secondo il legale – gli esiti del consulente della procura, che a sua volta esclude ogni responsabilità da parte dei sanitari”.

La presunta responsabilità, oggetto di un esposto depositato a suo tempo in procura, starebbe, secondo l’avvocato Gamberoni, nel “non aver visitato il neonato. Speriamo a questo punto che il gip rimetta gli atti al pm”.

Il giudice Piera Tassoni si è riservata la decisione, che arriverà nei prossimi giorni.

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