Incidente sulla Ferrara-Mare, 59enne muore dopo lo schianto
Non ce l’ha fatta la donna di 59 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nella mattinata di sabato 11 luglio lungo la superstrada Ferrara-Mare
Non ce l’ha fatta la donna di 59 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente avvenuto nella mattinata di sabato 11 luglio lungo la superstrada Ferrara-Mare
Un intervento nato da una segnalazione per tre cani lasciati liberi si è trasformato in una situazione di grande tensione, con l’arresto di un pluripregiudicato accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a pubblico ufficiale
L’incidente poco dopo le 17 lungo via Decimo Bottoni a Ponte San Pietro. Il giovane, cosciente all’arrivo dei soccorsi, avrebbe perso il controllo del mezzo senza coinvolgere altri veicoli
A pochi passi dal parco giochi della Bocciofila, lungo il tratto delle Mura che attraversa il Torrione del Barco, un cittadino ferrarese ha documentato una situazione di evidente degrado
Il consigliere comunale Davide Nanni chiede al Comune di fare chiarezza dopo l'episodio sfiorato ai giardini di via Fulvio Testi e di rendere noto il cronoprogramma degli interventi di controllo e potatura
C’è anche Ferrara al centro della maxi-operazione degli agenti della Squadra Mobile della polizia di Stato che, dietro il coordinamento degli inquirenti della Procura di Napoli, nelle scorse ore, è riuscita a smantellare una articolata associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistemi informatici, alla corruzione e alla rivelazione di segreto d’ufficio.
In particolare, sono tre i ferraresi finiti nelle carte dell’inchiesta: un uomo di 47 anni, Mattia Galavotti, imprenditore nel mondo delle investigazioni, ritenuto capo e promotore dell’organizzazione, e due donne di 31 e 60 anni, entrambe dipendenti di agenzie di investigazioni. Per il 47enne è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere, per le donne l’obbligo di firma.
L’uomo – secondo gli inquirenti – avrebbe definito le strategie operative e coordinato le presunte attività illecite, organizzandone l’esecuzione e fornendo direttive agli affiliati, mentre le altre due indagate avrebbero raccolto e distribuito agli altri associati le informazioni sensibili ottenute illecitamente dai presunti pubblici ufficiali infedeli.
Con loro ci sono altre ventisei persone sottoposte a misure cautelari che avrebbero agito tra il 2020 e il 2023: tre in carcere, sei agli arresti domiciliari, mentre per le restanti diciassette è stato deciso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Contestualmente alle misure cautelari, sono stati eseguiti a carico di alcuni indagati sequestri per un valore di circa 1.300.000 euro.
Oltre che nel capoluogo emiliano, i provvedimenti sono scattati nelle province di Napoli, Bolzano, Roma e Belluno.
“Esfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e venduto queste informazioni ad alcune agenzie”. Lo spiega all’Ansa il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, dando i dettagli della maxi operazione. Ad agire in cambio di soldi – “c’era un tariffario” – erano rappresentanti delle forze dell’ordine che attraverso accessi abusivi compiuti utilizzando le loro password, “esfiltravano dalle banche dati informazioni riservate per rivenderle”.
In due anni – scrive l’Ansa – sono stati 730 mila gli accessi alle banche dati riservate eseguiti da due agenti infedeli, 600 mila uno e 130 mila l’altro, nessuno dei quali giustificato da esigenze di servizio: è stato reso noto nella conferenza stampa convocata in Procura a Napoli, alla presenza, tra gli altri, del procuratore Nicola Gratteri, per illustrare l’operazione della polizia. Proprio da questo “massivo accesso“, ha spiegato il coordinatore della pool cyber-crime della Procura partenopea, Vincenzo Piscitelli, “è partita l’indagine“.
Secondo l’agenzia, è stato trovato su un file Excel, durante una perquisizione, il tariffario che regolava le richieste di denaro che gli agenti infedeli formulavano in cambio delle informazioni estrapolate attraverso i loro accessi abusivi alle banche dati riservate. Accanto ai dati anagrafici dell’ignaro soggetto sul quale venivano eseguiti gli accertamenti c’era la tariffa che variava dai 6 ai 25 euro a seconda del tipo di accertamento eseguito, se, per esempio, fatto sulla banca dati riservata alle forze dell’ordine, o su quelle dell’Inps o dell’Agenzia delle entrate, o delle Poste.
Oltre agli agenti della polizia sono coinvolti nell’indagine anche dipendenti dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate e due direttori di altrettante filiali di Poste Italiane.
La polizia di Stato, ha sottolineato all’Ansa Vincenzo Piscitelli, coordinatore del pool cyber-crime della Procura di Napoli, “è riuscita a individuare i colleghi infedeli, i presunti innocenti, che però hanno violato le regole di accesso alle banche dati riservate”. Il meccanismo “articolato e complesso” ha consentito agli agenti infedeli di prelevare e veicolare le informazioni sensibili in cambio di soldi: “Ci sono agenzie che raccolgono informazioni riservate per cederle a terzi, sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti – ha precisato Piscitelli – Il mercato delle informazioni è un mercato vivissimo e questa indagine lo dimostra”.
Sono coinvolti agenti della Polizia di Stato di Napoli, Caserta e, a Roma, anche altri appartenenti delle forze dell’ordine. Non solo. Gli accessi abusivi, secondo una stima, sarebbero complessivamente circa un milione e mezzo, per un giro d’affari che appare plurimilionario, considerate le tariffe che venivano imposte. Tra gli indagati per un singolo accesso, anche una persona ritenuta legata all’agenzia Equalize di Milano, già coinvolta in altre inchieste. È quanto emerso dalla conferenza stampa indetta in Procura a Napoli, per illustrare i i dettagli della maxi operazione della Polizia che ha consentito di sgominare una organizzazione criminale dedita all’acquisizione illegale e alla vendita di informazioni sensibili.
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