Comacchio
14 Maggio 2026
Un automobilista di Treviso contesta la validità di una sanzione elevata sulla Romea e accusa Prefettura e Polizia Locale: "Il cittadino paga anche quando l’amministrazione sbaglia"

Autovelox di Comacchio, ricorso contro una multa: “Taratura scaduta da cinque giorni”

di Redazione | 2 min

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Comacchio. Una multa da poco più di quaranta euro trasformata, secondo il ricorrente, in una battaglia “di civiltà” contro errori amministrativi e controlli ritenuti illegittimi. È la vicenda segnalata da T.V., automobilista residente a Treviso, che contesta un verbale elevato dalla Polizia Locale di Comacchio per eccesso di velocità rilevato tramite autovelox.

Al centro della contestazione c’è il dispositivo “Velocar Red&Speed Evo-R matricola 275”, che avrebbe rilevato l’infrazione il 13 luglio 2025. Secondo il ricorrente, però, l’apparecchio risultava con certificato di taratura scaduto da cinque giorni. “Lo strumento era stato tarato l’8 luglio 2024, con scadenza tassativa l’8 luglio 2025”, scrive nella segnalazione inviata alla redazione, sostenendo che “al momento della foto, dunque, l’autovelox operava senza una taratura valida”.

Il cittadino richiama inoltre la sentenza 113/2015 della Corte Costituzionale e successive pronunce della Cassazione, secondo cui gli strumenti di rilevazione devono essere sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura. “Un autovelox non tarato è come una bilancia truccata: non ha valore legale”, afferma.

Dopo la multa, il ricorrente ha presentato opposizione alla Prefettura di Ferrara, allegando documentazione e successive integrazioni. Ma denuncia di essersi trovato davanti a “un ‘copia e incolla’ imbarazzante”, accusando la Polizia Locale di aver “scritto date a caso, parlando di una taratura del 2024 che coprirebbe un’infrazione del 2025”.

Nella segnalazione viene citato anche il decreto ministeriale 4708/2016 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, richiamato dal Comando nelle proprie memorie difensive. “L’articolo 6 di quello stesso decreto recita testualmente: ‘gli organi di polizia stradale sono tenuti a verifiche di taratura almeno con cadenza annuale’. In pratica, hanno depositato la prova della loro stessa colpevolezza”, sostiene il ricorrente.

Secondo quanto riferito, la Prefettura avrebbe rigettato il ricorso con ordinanza del 21 aprile 2026. Una decisione che il cittadino definisce “un’assurdità”, parlando di “muro di gomma” istituzionale e accusando la macchina burocratica di avere “come unico obiettivo fare cassa, a prescindere dalla legalità delle procedure”.

Il caso, sottolinea ancora T.V., andrebbe oltre la singola sanzione. “Se quell’autovelox non era tarato il 13 luglio, quante altre centinaia di multe sono state elevate in quei giorni?”, si chiede, invitando eventuali automobilisti sanzionati dopo l’8 luglio 2025 dal medesimo dispositivo a verificare la propria situazione.

Il ricorrente riferisce infine di avere inviato richieste di chiarimento tramite Pec al Comune di Comacchio, alla Polizia Locale e alla Prefettura competente, senza avere ricevuto risposta. Alla segnalazione sarebbero stati allegati verbali, certificati di taratura, memorie difensive e copia dell’ordinanza prefettizia, documentazione che la redazione ha ricevuto per verifica ma che non viene pubblicata.

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