Il giudice di pace ha accolto il ricorso del 26enne espulso mentre era in attesa di trapianto. È il lieto fine che arriva dal tribunale di Ferrara, dove la sentenza di Monica Paciello, che ha annullato decreto di espulsione e allontanamento per la “sussistenza di gravi motivi di salute”, ha il sapore della salvezza per i famigliari del ragazzo moldavo e per l’avvocato Giovanni Guarini. Nel dispositivo richiamato anche un pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza 252 del 5/701): lo straniero non in regola con le norme sul permesso di soggiorno non può essere espulso soltanto nel caso in cui versi in gravi condizioni di salute che impongono la sottoposizione a cure urgenti e necessarie.
Il caso di questo ragazzo di 26 anni venne posto all’attenzione pubblica proprio da Estense.com e venne ripreso poi dalle altre testate (vai all’articolo) fino a finire sul tavolo del difensore civico regionale (leggi).
Il giovane soffre di una grave forma di insufficienza epatica. È in attesa di un trapianto di fegato, in lista all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. I suoi guai erano iniziati a fine marzo, quando venne fermato dai carabinieri senza permesso di soggiorno. I militari lo portarono all’ufficio immigrazione della questura. Ne seguì il decreto di espulsione da parte del prefetto.
La polizia lo portò al Cie di Milano. Qui il medico che lo visita dichiara il suo stato di salute incompatibile con l’ingresso nel centro di identificazione ed espulsione. La macchina della burocrazia lo riporta a Ferrara. Tocca alla questura emettere l’ordine di espulsione dal territorio nazionale entro cinque giorni.
Ora, grazie alla perseveranza della famiglia e del loro legale, il 26enne non sarà più costretto a tornare nel proprio paese, dove tra l’altro le cure cui era stato sottoposto ne avevano aggravato le condizioni.
“Giustizia è fatta – esclama l’avvocato Giovanni Guarini -. Abbiamo un provvedimento di un’autorità giudiziaria che ci dice che il mio assistito era inespellibile per le sue gravi condizioni di salute. L’amministrazione avrebbe potuto evitare tutto questo annullando subito il provvedimento di espulsione, come del resto aveva chiesto tempestivamente la difesa”.
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