Spetterà al giudice di pace Monica Pacello decidere la sorte del ragazzo di 26 anni di origine moldava espulso mentre era in attesa di un trapianto al fegato (vai all’articolo). Il giudice si è riservata la decisione in merito al ricorso presentato dall’avvocato Giovanni Guarini. Il legale si dice comunque fiducioso, dal momento che “è lo stesso articolo 32 della Costituzione che stabilisce che la nostra Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo ed è norma applicabile anche agli stranieri irregolari e ne impedisce l’espulsione in casi come questo”.
Di fronte a queste motivazioni l’Ufficio Immigrazione della questura di Ferrara ha fatto notare, circa lo stato fisico del ragazzo, che “è pur vero che il medico del Centro di identificazione di Milano non lo ha accolto, ma è anche vero che comunque non ne ha disposto il ricovero, permettendogli di rientrare dalla famiglia con mezzi propri”.
Nei prossimi giorni è atteso il responso del tribunale. Il ricorso non sospende il provvedimento di espulsione ma, in caso di accoglimento del ricorso, il giovane potrà tornare in Italia e attendere in famiglia la notizia del trapianto. “Al giudice ho fatto presente – aggiunge Guarini – che il ragazzo soffre di continue emorragie e che necessita di cure immediate (vai all’articolo), che nel suo paese non gli erano assicurate”. C’è da dire che l’espulsione non ha influenze sulla lista di attesa per il trapianto. Nel caso poi il 26enne dovesse tornare in Moldavia però, “dovrà ottenere il visto di ingresso nel nostro Paese per cure mediche – fa notare il legale -, ma i tempi sono biblici e quando l’ospedale chiama per accettazione del trapianto una volta che l’organo è a disposizione, ci sono solo pochi giorni per accettare”.
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