Argenta
15 Marzo 2011
Continua l’esame del maresciallo dei Noe che indagò sulla centrale

Bando, più domande che risposte

di Marco Zavagli | 2 min

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Bando. Udienza sui generis quella di ieri per il processo alla centrale a biomasse di Bando di Argenta. Un’udienza particolare dove le spiegazioni fornite dal teste hanno fatto sorgere forse più domande che risposte. Al banco dei testimoni è tornato il maresciallo Crocetti, dei carabinieri del Noe, il nucleo ambientale investigativo dell’Arma, che investigò sui dati delle emissioni.

Il militare ha continuato nella sua esposizione iniziata durante l’udienza precedente, prima che le difese eccepissero sulla possibilità nullità relativa alle indagini svolte per vizi nell’acquisizione dei dati da parte del carabiniere. Il giudice Matellini ha rigettato l’istanza e ha fatto proseguire nella sua esposizione Crocetti che, con l’aiuto delle slide, ha snocciolato i dati che sarebbero stati trasmessi all’Arpa dal gennaio 2005 fino all’epoca delle indagini dei Noe.

Ma in aula quei dati hanno continuato a suscitare perplessità. Vuoi per la “loro difficile comprensione”, come ammette l’avvocato David Zanforlini di Legambiente (parte civile insieme a Comune di Argenta, Provincia di Ferrara, Regione Emilia-Romagna e Ministero dell’Ambiente), vuoi “per le discrepanze che mi pare emergano tra i numeri e le percentuali fornite da Crocetti rispetto a quanto risultava in mano ad Arpa”, come puntualizza l’avvocato Livio Veronesi del collegio difensivo.

“Non è escluso – aggiunge Veronesi – che riproporremo un’eccezione di ammissibilità e probabilmente daremo incarico a un nostro consulenze tecnico di esaminare quel materiale”.

Intanto la prossima udienza, fissata per il 28 marzo, continuerà con l’esame di Crocetti.

Il processo è relativo alle posizioni dei responsabili della centrale di Bando di Argenta che fino al 2006 hanno lavorato per la San Marco e del responsabile di una delle ditte fornitrici da cui partivano i rifiuti contestati: Giovanni Aliboni, presidente del cda della centrale termoelettrica San Marco Bioenergie, Lanfranco Graziani, vicecapo della centrale, Massimo Costa, fuel manager, e Giacomo Gallusi, legale rappresentante della Enervision, azienda di Dosolo (provincia di Mantova) fornitrice di biomasse (legno vergine non trattato). Secondo l’accusa quella centrale che doveva bruciare esclusivamente legna vergine e scarti di produzione alimentari e agricoli, ha invece incenerito anche altri rifiuti non consentiti.

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