È Matteo Faccini l’erede di Costa in Consiglio
Il componente del Cda di Ferrara Tua pronto a subentrare alla neoassessora tra i banchi della maggioranza
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Aveva accusato un 65enne di Comacchio di tentata rapina aggravata ed estorsione in stazione. La ricostruzione dei fatti, però, si era rivelata completamente diversa da quella inizialmente raccontata
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I Carabinieri della Stazione di Cento hanno denunciato alla Procura di Ferrara e alla Procura per i minorenni di Bologna due giovani (17 e 18 anni), accusati di essere i presunti responsabili della rapina ai danni di un coetaneo
Rete Pace distribuisce volantini in piazza Cattedrale: "La lotta all’odio antisemita non diventi uno strumento per colpire la critica a Israele"
Libretti rosa, libretti gialli, verdi… Interessi, conguagli e, forse, qualcosa di più per alcune famiglie. parla di tutto questo Marco Martinelli, responsabile del Ced, l’ufficio che gestiva i calcolatori in Coopcostruttori.
Davanti ai giudici Martinelli conferma che “ad alcuni venivano pagati interessi extra-contrattuali9; da tantissimi anni succedeva così; tutti lo sapevano”. E le cifre non erano di poco conto. Secondo la pm Ombretta Volta, ad esempio, nei primi mesi del 2003, ormai sull’orlo del crac, ad alcuni soci sarebbero state rimborsate cifre per un totale di sei milioni di euro.
Di risparmi, ma non di quelli dei più ricchi, parla anche Paolo Toni, per vent’anni in cooperativa. Dal 1984 al 2003. Negli ultimi tempi era addetto all’ufficio pagamento fornitori. A lui il pm chiede di raccontare come avveniva in particolare la sottoscrizione delle Apc, le azioni di partecipazione cooperativa, emesse in determinati periodi a fronte di investimenti che l’azienda intendeva percorrere.
“C’era una cifra da sottoscrivere, per soci e anche non soci, che veniva resa pubblica nel corso delle assemblee”. In quegli incontri, però, “nessuno ci parlò mai di crisi e io mi sentivo moralmente obbligato a sottoscrivere, quasi fosse una difesa del mio posto di lavoro”. Toni ricorda anche che “durante le assemblee ci veniva detto che il prestito era garantito dal patrimonio destinato o dal dovere morale di qualcuno”.
E il dubbio diventa allora che le Apc, anziché in funzione di investimenti, venissero emesse per arginare le difficoltà finanziarie di Coopcostruttori. Ma “nessuno era in grado in provare che le Apc avessero quella destinazione specifica, non c’era una possibilità di tracciare la destinazione delle relative azioni”. E che di garanzie, a parte riscuoterle mensilmente in percentuale dal 10 al 20% del prestito sociale, non ce n’erano molte. Visto che lo stesso Toni, tra stipendi, prestito e altro, vanta crediti verso la sua ex azienda per circa 60mila euro.
Alla prossima udienza, in calendario per l’11 febbraio, verranno formulati i quesiti da sottoporre al perito del tribunale, il commercialista modenese Claudio Gandolfo, incaricato dell’esame contabile sui bilanci.
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