Sport
28 Settembre 2010
La manifestazione era prevista per venerdì a Pontelagoscuro. Il rammarico degli organizzatori

La burocrazia dei mulini a vento fa saltare il ‘K.O. Night’

di Marco Zavagli | 2 min

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Ferrara non ospiterà il “K.O. Night”, che avrebbe dovuto svolgersi venerdì 1 ottobre al centro sociale Quadrifoglio di Pontelagoscuro. La competizione interstili a valenza nazionale tra campioni dilettanti, in cui si dovevano affrontare arti marziali e discipline da combattimento diverse, è stata sospesa a data da definirsi.

“A quattro giorni dall’evento gli organizzatori hanno incontrato insormontabili difficoltà burocratiche non dipendenti dalla loro volontà; nei prossimi giorni saranno restituiti agli sponsor i contributi ricevuti “, fanno sapere gli organizzatori attraverso un comunicato ufficiale.

Tutto perché “stiamo aspettando i permessi del Comune relativi alla possibilità di organizzare la festa. I tempi amministrativi prevedono un lasso di tempo di 15 giorni lavorativi – lamenta Andrea Ferrante, presidente dell’associazione Sport da Ring Without Boxer Gym -. Noi abbiamo depositato la domanda il 9 settembre. Credo che i tempi siano abbondantemente passati”.

“Dopo che ci è stato detto che il placet sarebbe dovuto arrivare alla volte del 29 settembre, due gironi prima delle gare, abbiamo preferito sospendere e rimandare la manifestazione – aggiunge -. Se la burocrazia ferrarese ci deve ostacolare, preferiamo non lottare contro i mulini a vento”.

ferrante tiene a sottolineare che “non ce l’abbiamo né con Ferrara né con i ferraresi. E nemmeno con gli amministratori: l’assessore Masieri, il sindaco Tagliani e la sua segreteria, il presidente di circoscrizione Calò sono stati gentilissimi e disponibilissimi. I problemi li abbiamo incontrati negli uffici”.

Alcuni esempi? “Serve l’architetto per la posa delle sedie, quando in quella sala ogni settimana si tiene la tombola; il ring è lo stesso, identico, che viene utilizzato da altre due associazioni pugilistiche locali, eppure ci sono state chieste le carte di agibilità. Forse siamo stati meno bravi o più sfortunati di altri…”.

Ferrante non vuole creare polemiche, ma ammette con rammarico che “se questa città non ci offre sbocchi, saremmo costretti ad andare altrove per organizzare la nostra manifestazione, che tra l’altro gode di un notevole seguito. È un dolore, perché da ex sportivo ed ex campione (è stato campione italiano e intercontinentale di full contact e ha partecipato ai Mondiali di Sidney della specialità, ndr), queste manifestazioni meriterebbero ben altra attenzione”.

“Non siamo demoralizzati, andremo avanti”, conclude Ferranti con un pizzico di sarcasmo: “partiremo con le autorizzazioni da gennaio per averle in dicembre, sperando che non ci dicano questa volta di aspettare, anziché 15 giorni, 15 anni lavorativi…”.

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