Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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“Da ragazzo spegnevo la luce quando passavo da una stanza all’altra. E oggi lo insegno ai miei figli”. Un ricordo d’infanzia, quello di Tiziano Tagliani, ospite venerdì scorso della Festa del Pd del Barco per raccontare davanti a circa 60 persone (il sindaco è stato battuto in termini di audience da Claudio e Gilberto Ferrara nello spazio balera…) il primo anno di mandato. Un ricordo per spiegare come “oggi c’è un atteggiamento culturale che vede che fa politica come l’amministratore che amministra il bene pubblico come se fosse un suo bene privato. Io lo vedo come bene pubblico”. E oggi, anziché spegnere la luce, dal municipio Tagliani ha ridotto autisti e auto blu (da 5 a 2), perché “ogni spesa che si fa va giustificata nell’interesse pubblico. In sei mesi abbiamo risparmiato 500mila euro che diventeranno un milione alla fine del 2010 in consulenze e incarichi dirigenziali, affidati a persone interne”.
Risparmiare però non è mai abbastanza in tempi di patto di stabilità. E la recente protesta trasversale dei sindaci di ogni schieramento ha fatto pensare a un “partito dei sindaci”. “Spesso alcune contrapposizioni sono solo sulla carta, sui principi – commenta il primo cittadino estense -; quando invece ci si siede alla stessa parte del tavolo si capisce che con queste risorse non si può rispondere ai tanti problemi che il cittadino, sia del Pd o del Pdl non fa differenza, chiede di risolvere. Il sindaco di Bondeno (che ha partecipato alla protesta a Roma, ndr) ha gli stessi problemi che ho io. La differenza è che dubito che Alan (Fabbri, ndr, il primo cittadino matildeo, ndr) possa ancora chiamare Roma “ladrona”. Gli amministratori sono la verifica delle disponibilità e delle responsabilità della politica”.
Quanto invece alle proprie scelte amministrative, il sindaco parte da cultura e spettacoli, strettamente legati a esigenza di bilancio.
Città territorio festival “era un format che costava 300mila euro e godeva dei finanziamenti di sponsor privati – ricorda -. Non potevamo affiancare più eventi senza correre il rischio di perderli tutti e abbiamo puntato sul Festival di Internazionale che coinvolge un pubblico giovane come pochi altri. Con l’Eni siamo riusciti a farci finanziare per 200mila euro percorsi di educazione all’urbanistica”.
Quanto invece alle Mille Miglia, “quando abbiamo capito che sarebbe stata una gara al rialzo con Bologna e Firenze ci siamo tirati indietro”. Eppure la corsa sembra sia stata “scippata” dai cugini centesi. “Il passaggio a Cento non è una tappa – ribatte Tagliani – e teniamo presente che il presidente dell’Ascom di Ferrara è un centese. E comunque con i soldi spesi l’anno prima per l’arrivo della Freccia Rossa abbiamo portato in città la partenza del Giro d’Italia”.
Quanto alle scuole materne, “dopo anni che ci accollavamo oneri che sarebbero spettai allo stato, abbiamo detto al livello nazionale di farsene carico così come succede a Modena e Reggio perché non era un nostro compito”.
Un pensiero anche sul petrolchimico, “l’unico d’Italia che ha chiesto alle aziende delle fideiussioni bancarie per effettuare le bonifiche. Tutte le imprese presenti le hanno date, tranne ovviamente P-Group e Nylco che sono in regime di fallimento”.
C’è poi il nodo di Cona. I gruppi di minoranza hanno firmato una mozione per far rimanere una struttura specialistica per anziani al Sant’Anna. “È una stupidaggine come tante altre – scuote la testa il primo cittadino -. Ricordo che alla fine del 2004 le opposizioni volevano fare una casa di riposo, ma a Cona. Ora hanno deciso per il Sant’Anna. Brandani è in consiglio comunale dal 1990. Tavolazzi era presidente di un’importante cooperativa di costruzioni della città che ha fatto quella scelta nel ’90. Da 20 anni ripetiamo la stessa storia che ci impedisce di parlare dei problemi veri. Io non ho votato quella scelta: in consiglio comunale votai contro e il sindaco di allora (Soffritti, ndr) mi incenerì con lo sguardo. Nel 2000, invece, Tavolazzi era city manager. Se non condivideva quella scelta, perché è rimasto alla guida del Comune? Non si può parlare solo alla pancia delle persone: si chiama de-ma-go-gia. Cona va completato perché il Sant’Anna non poteva essere modificato. Lo dissero anche i tecnici consultati. Ditelo a Fazio che vogliono due ospedali, due ospedali specialistici per anziani, che rappresentano oltre metà della popolazione…”.
E per rimarcare ulteriormente la distanza con quanto avvenuto 20 anni fa, “il partito di appartenenza del sindaco che ha fatto quella scelta, oggi è all’opposizione e lo è per una scelta che io insieme al Pd abbiamo fatto prima delle elezioni. Quella scelta appartiene alla storia di questa città e c’è discontinuità con chi governa oggi”.
Un’altra “tegola” per l’attuale amministrazione è il tessuto industriale locale, che presenta grosse debolezze. “Rimangono tanti problemi irrisolti – lamenta Tagliani -: la Tangenziale Ovest, che è dell’Anas ma è un mio dramma; il Palaspecchi, che è di un privato, ma è un mio dramma… Il mio sogno nel cassetto è quello di creare le condizioni a Ferrara per cui chi da fuori cerca sulla mappa sostenibilità ambientale, vivibilità della città, disponibilità delle istituzioni, una università che fa ricerca, scelga convintamente Ferrara”.
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