Politica
28 Giugno 2010
Il sindaco Tagliani parla del caso Area e delle intercettazioni tra politici

“Avere la tessera del Pd non è garanzia di onestà”

di Marco Zavagli | 3 min

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Facce scure. Qualche dirigente si è scambiato in platea “occhiatacce”. Altri hanno scosso la testa. L’intervista a Tiziano Tagliani a un anno dal suo insediamento non è stata una passeggiata. L’altro microfono, sul placo della Festa del Pd del Barco venerdì scorso, lo teneva Paolo Boldrini, direttore della “Nuova”.

Il giornalista non ha fatto certo troppo cerimonie quando nel corso dell’intervista si è toccato il tema multiutility. Tutto è partito da una “innocua” domanda su Hera. Perché tante società di servizi in un’unica provincia, caso più unico che raro nel nord Italia? “Non sarà che serve ad avere più cda?”, ha aggiunto sibillino Boldrini.

“Sono ed ero contrario a un proliferare di aziende in questo settore”, ha rivendicato il sindaco, ricordando come “l’ipotesi di un’unica società che servisse tutti i comuni del ferrarese uscì da un convegno organizzato nei primi mesi del 2000”. “Allora si doveva fare un’unica azienda – riflette Tagliani -; questo ci ha indebolito quando abbiamo venduto le azioni a Hera. Da parte di Via Diana c’è comunque grande trasparenza; sappiamo cosa c’è scritto nel contratto di servizio e sappiamo che quel contratto ogni tanto va migliorato”.

“Eppure i problemi maggiori – incalza Boldrini – oggi non vengono da Hera”. Inutile nascondere che la spina nella zampa del Pd oggi si chiama Area.

“Area è un’azienda tutta pubblica, governata dai sindaci – replica Tagliani -: le tentazioni di farsi dare una mano per il proprio Comune è una tentazione molto forte”. Ma questo, secondo il primo cittadino estense, sembra non essere un problema solo del Pd: “vedi Cmv che ha i suoi crucci e vede tra i soci i comuni di Bondeno, Sant’Agostino e Cento che sono governati da tutt’altre maggioranze. Anche loro hanno deciso che l’ipotesi di fare un’unica società non fosse giusta”.

Tornando ad Area, e alle intercettazioni pubblicate dai giornali, però, “magari non ci sono rilievi penali però a leggerle fanno drizzare i capelli – domanda il giornalista -: un partito che si chiama “democratico” credo che debba mettere in primo piano la politica del bene pubblico…”.

Tagliani non si tira indietro e non ha paura di toccare il tasto dolente: “chi ha in tasca la tessera del Pd non è per forza di cose onesto. Non siamo tutti onesti perché siamo del Pd. Dobbiamo imparare che quando il partito nomina un amministratore, per quanto ci siano verifiche in corso e si deve aspettare prima di addentrarsi in qualsiasi giudizio, ci deve pensare due volte, perché basta una sola persona per rovinare le facce di tanti. Provo vergogna per quello che si legge. Oggi però le cose vanno diversamente. Al vertice di Area c’è Loris Gadda, un uomo capace e onesto, affiancato da due tecnici operativi competenti”.

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