Cronaca
24 Giugno 2010
Investì ciclista, assolto dal tribunale per insufficienza di prove

Non ha colpevoli la morte di Gilles

di Marco Zavagli | 2 min

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Il luogo dove venne investito Gilles

Non ha colpevoli la morte di Gilles. Per il tribunale di Ferrara chi investì il ragazzo in sella alla sua bici l’11 marzo 2009 non può essere giudicato con certezza responsabile della tragedia. Quella mattina Gilles Donald Djoumessi Nguimfack era in bicicletta in via S. Giacomo, all’angolo con via Darsena (nei pressi del ristorante La Gigina). Erano le 6.40 quando il ragazzo camerunense, studente lavoratore dell’85, residente a Ferrara, proveniva da ingegneria e pedalava in direzione della stazione. A un certo punto il giovane ha compiuto una manovra azzardata e il furgone che lo seguiva lo ha investito.

Il mezzo pesante, condotto da un ferrarese dell’80, D.N., lo scaraventò sull’asfalto invadendo poi la corsia opposta e riuscendo a frenare pochi passi prima di scontrarsi contro il muro che costeggia la strada, rischiando anche di schiantarsi con i mezzi che giungevano nell’altra direzione e investendo la pista ciclabile. Il ragazzo, raccolto in fin di vita dal personale del 118, morì durante il trasporto in ospedale.

Per quel fatto era finito imputato di omicidio colposo il conducente. E ieri mattina il gip lo ha assolto per insufficienza di prove. L’accusa, sostenuta dalla pm Barbara Cavallo, aveva chiesto un anno e quattro mesi di condanna. E invece, ai fini della decisione del giudice, ha premiato la scelta della difesa, rappresentata dagli avvocati Sergio Pellizzola (nella foto) e Luigi Vezzani, di chiedere il rito abbreviato condizionato a una perizia di incidentistica stradale.

L’istanza era stata accolta dal gip Silvia Migliori, che aveva incaricato il perito Silvano Simoncini. Questi aveva spiegato in aula che la velocità del furgone, superiore al limite dei 50 km orari potrebbe non aver influito sull’esito dell’investimento. In sostanza a una velocità inferiore l’impatto sarebbe comunque avvenuto, data la manovra incauta del ciclista che ha tagliato la strada al mezzo. Il risultato – velocità ridotta – sarebbe stato un impatto frontale anziché laterale.

Ora, a ricordare la morte di Gilles, rimane la sagoma bianca installata dagli Amici della bicicletta per ricordare la tragedia.

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