4 Giugno 2010
Il settimanale incensa il rivale Rossi alla carica di rettore e lui reagisce

Nappi, candidato contro l’Espresso

di Marco Zavagli | 2 min

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Pasquale Nappi

“Duellanti a Ferrara”. Titola così l’articolo dell’Espresso della scorsa settimana relativamente alle elezioni che il prossimo 18 giugno sceglieranno il nuovo rettore dell’Università di Ferrara. In ballo ci sono Remigio Rossi, presidente del consorzio Ferrara Ricerche, e Pasquale Nappi, attuale preside di Giurisprudenza ed esperto di diritto processuale civile.

Nell’enucleare le credenziali dei due contendenti alla poltrona lasciata vacante da Patrizio Bianchi, ora assessore regionale alla Scuola, formazione professionale, università e ricerca e lavoro (anche se nell’articolo gli si attribuisce la delega alle attività produttive), l’articolo sembra mettere in ottima luce l’ex preside della Facoltà di Scienze. È lui infatti che viene definito “il delfino di Bianchi”, che vuole continuare la linea del predecessore che “ha caratterizzato l’università in maniera forte: il Civr l’ha piazzata al primo posto in Italia nella valorizzazione della ricerca”. sempre Rossi, poi, “vuol portare l’università sui temi della green economy e della sostenibilità ambientale”.

Dall’altra parte c’è invece un Nappi “vicino al Pdl”, portatore dei “tradizionali temi accademici”, cui non rimane che raccogliere “il dissenso diffuso alla linea d’ispirazione prodiana”.

Un peso diverso sui due piatti della bilancia secondo il preside di Giurisprudenza, che accusa l’articolo di indurre la “suggestione di uno scontro politico tra chi garantirebbe la continuità nel bene e il sottoscritto che, all’opposto, si pone in una negativa e retriva linea conservatrice”.

“È una operazione di disinformazione manipolativa – accusa Nappi – facilmente contestabile da chiunque abbia avuto occasione di confrontarsi con me sui temi universitari”. E questo, secondo il docente, perché la sua persona “viene falsamente collocata vicina al Pdl”, per poi essere posta “in contrapposizione con una non ben definita ‘linea d’ispirazione prodiana’, paventando implicitamente che l’elezione del sottoscritto come futuro rettore annullerebbe di fatto i tanti risultati positivi raggiunti dall’università di Ferrara in questi anni”.

La lettura che Nappi dà della vicenda è quella di un “maldestro tentativo di ricondurre a vecchie dinamiche politiche che si speravano ormai abbandonate il confronto interno all’ateneo estense, confronto che ho personalmente cercato in tutti i modi di mantenere in quella dimensione responsabile e costruttiva richiesta dalla carica che si ambisce di ricoprire”.

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