Lido Scacchi. È stato rinviato a giudizio per l’accusa di aver violentato una ventenne dopo una serata in discoteca. Lui, un giovane di 29 anni difeso dall’avvocato Renzo Oppi, sostiene di aver tentato solo un approccio e di aver desistito dopo il rifiuto della ragazza.
L’episodio risale a una notte di maggio del 2008. Un gruppo di amici tra i 20 e i 30 anni si era dato appuntamento in discoteca al J&J di Lido degli Scacchi e tra loro c ‘era anche la ventenne. I giovani bevono qualche bicchiere di troppo e decidono di finire la serata nel garage di uno di loro, dove sarebbe avvenuto lo stupro. La ragazza è innamorata di uno del gruppo e chiede di essere lasciata sola con lui per godere di qualche momento di intimità. A questo punto le testimonianze raccolte dai carabinieri mostrano notevoli discrepanze. Secondo l’accusa, infatti, l’indagato avrebbe preteso di avere anche lui la sua parte e l’avrebbe costretta a subire un rapporto completo, mentre per la difesa il giovane avrebbe tentato solo un approccio senza insistere in seguito al rifiuto. Dopo quella notte qualcuno della comitiva parla pubblicamente e fa affermazioni gravi, così la voce del presunto stupro arriva fino ai genitori della ragazza che si rivolgono ai carabinieri. Partono le indagini e le intercettazioni, ma le dichiarazioni non sono concordanti e non mancano i cambiamenti di versione fra i giovani della comitiva, senza contare che anche il referto medico non permette di sbrogliare la matassa. Il giovane apprende formalmente di essere indagato solo ad inizio agosto e da allora attende di poter raccontare in aula la sua versione.
Il giudice ieri ha accolto la richiesta di acquisizione di alcuni tabulati telefonici relativi a conversazioni avvenute tra i due protagonisti un paio di giorni dopo il presunto fatto. “Da queste – sostiene l’avvocato Oppi – emergerebbe un indice di non colpevolezza dell’imputato”. Convinzione rafforzata anche dal fatto che nessuna delle potenziali persone offese (ragazza e genitori) si è costituita parta civile.
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