Cronaca
23 Febbraio 2010
Sentiti in aula gli esperti di Iarc e Iss

Solvay, le prove arrivano dagli Usa

di Marco Zavagli | 2 min

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La chiamano “sufficient evidence”, prova sufficiente. Dove quel sufficiente, però, a livello giuridico, è ritenuto alla stregua di una quasi certezza. È il termine che lo Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) affibbia alla correlazione tra esposizione al cvm e insorgenza di due tipi di tumore: l’angiosarcoma e l’epatocarcinoma.

È quello che voleva sentirsi dire l’accusa del processo Solvay, che imputa a vario titolo lesioni gravi e omissioni di protezione sui luoghi di lavoro a sei ex manager della multinazionale della chimica.

Ieri mattina, nell’aula B del tribunale di Ferrara, davanti al giudice Diego Mattellini hanno parlato gli ultimi due consulenti dei pm.

Nel riferire dei risultati condotti nel 2007, l’epidemiologa Roberta Pirastu ha riportato le conclusioni dell’Iarc, massima autorità in materia, in materia di correlazione tra esposizione a cvm e insorgenza di tumori al fegato, chiamando in causa quella sufficient evidence che ricorda molto da vicino la perizia dell’accusa, che in fase di indagini preliminari parlava di “alta probabilità” del nesso causale tra contatto con la sostanza chimica e la malattia sofferta da Cipro Mazzoni e Michele Mantoan  (i due ex autoclavisti affetti da epatocarcinoma che si sono costituiti parti civili nel procedimento).

Alla Pirastu ha replicato durante il controesame la difesa, che si è chiesta come fosse possibile stilare una graduatoria di certezza sulla base di così pochi casi esaminati.

La risposta è arrivata dall’altro consulente, Pietro Comba, membro dell’Istituto superiore di Sanità, che ha fatto presente come anche negli Stati Uniti gli studi sugli effetti del fumo di sigaretta fossero stati condotti su un campione umano simile.

Da Comba arrivano anche altri dati e altre percentuali: Ferrara presenta quattro volte il numero di morti da tumore al fegato rispetto a Porto Marghera, altro luogo dove sporge un petrolchimico all’interno del quale la Solvay produceva cvm.

Il processo continuerà l’8 marzo, data di fissazione della prossima udienza.

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