Cronaca
17 Febbraio 2010
Nei filmati le drammatiche immagini della lenta agonia

Dal cellulare di Sahid qualcuno chiamò un taxi

di Marco Zavagli | 3 min

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Via Colombo, nella zona pmi

“Abbiamo completato la ricostruzione storica, ma siamo in attesa dei risultati dell’autopsia per discutere eventuali ipotesi di reato”. È quel poco che trapela dal reparto investigativo della questura di Ferrara in merito alla morte di Sahid Belamel, il 25enne marocchino morto domenica mattina dopo ore di agonia in via Colombo.

Gli investigatori mantengono le bocche cucite in attesa dei referti autoptici che la dottoressa Rosa Gaudio della Medicina legale di Ferrara consegnerà alla procura, ma la sensazione è che dietro quelle poche parole ci sia molto di più. A cominciare da chi potrebbe essere chiamato in causa per non aver aiutato Sahid quando ancora poteva essere salvato. E in questo caso si farebbe strada l’ipotesi di omissione di soccorso, aggravata dal successivo decesso.

Un nuovo elemento potrebbe aiutare a fare luce sul mistero. Da uno dei cellulari individuati come appartenenti al 25enne sarebbe partita una chiamata verso il servizio taxi per la richiesta di un’auto nella zona della pmi. E questo in un arco temporale che va all’incirca dalle 4.30 alle 5.

Sahid Belamel

Forse Sahid, prima di sentirsi male, ha provato a tornare a casa. O forse qualcuno potrebbe aver chiamato per lui un taxi che alla fine non prenderà.

Che il giovane non sia mai salito su un eventuale taxi lo dimostrano i filmati delle telecamere di sorveglianza di un’azienda di via Colombo: poco prima delle 5 il ragazzo è ritratto ancora vestito che si incammina in direzione del canale. In questo frangente potrebbe essere scivolato ed essersi bagnato i vestiti che poi si leverà (e che verranno ritrovati l’indomani dagli inquirenti).

Nel secondo breve filmato, “drammatico” – assicurano gli investigatori della squadra mobile – lui è ormai seminudo e chiede aiuto. Inciampa, batte la testa. Si trascina su gomiti e ginocchia (da qui le numerose escoriazioni). Si vede un’auto rallentare (sono visibili i fari) e ripartire. Poi il 25enne che sbatte la testa sull’asfalto.

A quell’automobilista la polizia rivolge un appello per sapere se il giovane fosse da solo o meno. Un dettaglio che potrebbe aiutare nella ricostruzione della tragedia.

Intanto lunedì sera è arrivato a Ferrara il fratello. Sono stati alcuni amici ad andarlo a prendere in stazione. Sarebbe dovuto giungere in città per il matrimonio di Sahid. E invece gli toccherà il triste compito di organizzare i funerali, non si sa se in Italia o in patria.

A proposito di amici, nei commenti della redazione è comparso lo sconsolato post di “Lale”, che si chiede “chi mi ridà il mio amico? lasciato morire solo sul ciglio della strada!”. Il lettore, che dimostra di conoscere bene Sahid, si scaglia contro chi, pur vedendolo in quelle condizioni, non ha voluto aiutarlo. “Vi rendete conto ferraresi? – scrive – come può un essere umano, non aiutare un suo compagno? come si fa ad andare avanti così? come si può abitare una città che denigra le persone? Era un ragazzo buonissimo, sempre bello e vestito bene, sempre simpatico e gentile. Come avete potuto vedere una persona chiedere aiuto e passare dritti!? Che razza di essere umano non chiamerebbe almeno il 118…”.

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