
calvano
Ancora tutto da decidere in casa Pd sul capitolo regionali. Con la segreteria allargata ai 59 segretari di circolo di mercoledì sera è partita la fase delle consultazioni nei circoli. Verrà votata la proposta che farà la direzione e poi si verificherà il gradimento dei papabili candidati.
Ma a parte un nome, quello del franceschiniano Roberto Montanari, le incognite che gravano sulle spalle del segretario provinciale Paolo Calvano sono tante. In primis l’accordo o meno con il Psi. In caso affermativo si spalancherebbero le porte per Sergio Alberti, consigliere uscente subentrato a Tagliani, per il terzo nome in lista. Il secondo spetterebbe di diritto a una donna. Donna e bersaniana. Il nome di Daniela Montani è già stato fatto più volte, ma il sindaco di Formignana potrebbe preferire il listino di Errani.
Una soluzione che una parte del partito vedrebbe con favore: con la grancassa elettorale di Montanari e un posto garantito nella segreteria di presidenza i democratici ferraresi sarebbero sicuri di spedire due persone in Regione. A questo punto il secondo nome verrebbe sorteggiato tra le “comparse”. Con i requisiti comunque dell’essere donna e bersaniana.
Tutto cambierebbe però nel caso saltasse l’accordo con i socialisti. E a Bologna non sono in pochi a caldeggiare questa ipotesi: perché un partito che vanta il 48% dei voti in Regione dovrebbe fare concessioni a un altro che ha appena lo 0.4%? Senza contare poi – in caso di alleanza sancita da “riconoscimento grafico” – l’eventualità di dover cambiare il proprio simbolo.
Ma la logica della corsa separata potrebbe far gola anche ai socialisti, che eviterebbero di essere fagocitati dal fratello maggiore e tentare di guadagnare maggiore visibilità presentandosi da soli o tutt’al più con Sinistra ecologia e libertà.
Se prevalesse questa opzione, in casa Pd tornerebbe valida l’ipotesi Davide Nardini (sostenuto dai bersaniani), che farebbe la corsa su Montanari lasciando in mezzo di nuovo la “donna comparsa”.
Non sarà un lavoro facile per Calvano, sfavorito anche dai tempi: del posto eventuale in listino si saprà solo all’ultimo e le liste vanno chiuse entro l’ 8 febbraio. E il segretario deve comunicare due nomi su tre entro la prossima settimana. Per ora una certezza c’è: un ruolo, seppur marginale, dovrà essere affidato alla città, rimasta scoperta in questo primo risiko delle candidature.
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