Cronaca
7 Gennaio 2010
Il sacerdote ferrarese citato dal “Corriere” per il risparmio alimnetare

Don Bedin, esempio per la conferenza sul clima di Copenaghen

di Marco Zavagli | 2 min

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Don Domenico Bedin

Non è l’eroe con lancia e scudo, semmai con pane e brioches. Delle “buone” azioni” quotidiane di don Domenico Bedin se n’è accorto anche il prestigioso “Corriere della Sera” che in un servizio sugli sprechi di generi alimentari, in mezzo a tutt’Italia, ha scovato l’esempio del presidente dell’Associazione viale K.

“Pioggia, nebbia o neve che sia, don Domenico Bedin ha un appuntamento fisso per ogni giorno feriale che il Signore manda in terra – scrive sul “Corsera” Rita Querzé -. Alle 19.29 in punto si presenta allo storico panificio-pasticceria Orsatti di Ferrara, a due passi dal Duomo. «Come va Don, tutto bene?», sorride la titolare mentre gli consegna tre vassoi con gli avanzi di giornata di paste e pasticcini. I cabaret in meno di mezz’ora atterrano sul tavolo della mensa dell’associazione viale K, fondata per aiutare chi ha bisogno”.

Quello che si ripete quotidianamente tra don Bedin e il panificio Orsatti non è l’unico esempio di buona prassi anti-spreco. Proprio nella città estense, come ricorda anche la giornalista, è attivo, così come in altre 40 città intorno alla Penisola, il progetto del Last minute market, progetto di sviluppo locale sostenibile nato nel 2003 il cui slogan è “trasformare lo spreco in risorse”. A partire, appunto, dal cibo.

Un progetto che il suo presidente, Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell’università di Bologna, ha portato lo scorso 18 dicembre al forum sul clima di Copenhagen. Oltre all’esempio di don Bedin, il Last minute market ha ricevuto dal Comune di Ferrara (già dal dicembre 2003 e dal 2008 esteso anche alle farmacie) il patrocinio, con il coinvolgimento degli esercizi commerciali del piccolo e medio dettaglio.

Dal gennaio 2006 il progetto ha visto l’intervento anche della Provincia di Ferrara, che con l’Assessorato all’ambiente ha esteso il progetto a livello provinciale denominandolo “Più invitati meno avanzi”.

Il vantaggio che l’amministrazione locale estense ha messo a disposizione dell’iniziativa è quello di legare la tassa sui rifiuti non ai metri quadrati del punto vendita, ma alle quantità smaltite. Gli esercenti che hanno partecipato al progetto, infatti, hanno ricevuto dal Comune uno sconto sulla Tia (Tariffa di Igiene Ambientale) che ha generato un risparmiato rispettivamente di 8.100 euro nel 2005 e 8.856 nel 2006. Nel 2007, la cifra risparmiata è di 12.113 euro.

“Tanto che la pasticceria Orsatti di Ferrara – conclude il “Corsera” -, a furia di donare vassoi, ha risparmiato duemila euro di tasse. Che ora finanzieranno un progetto in Tanzania”.

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