
Il coltello usato per l'omicidio
Casumaro. “Venite, ho ucciso mio padre”. Ha definito così la sua vittima quando ha chiamato i carabinieri della stazione di Casumaro. Non un padre biologico, ma forse un padre adottivo, una figura di riferimento contro la quale aveva appena scatenato la sua furia omicida. E che ora stava disteso in un lago di sangue di fronte a lui. Nella casa all’interno della quale l’aveva amorevolmente ospitato per anni.
Sono circa le 11 di venerdì notte quando Batista Santi Esteban Lesther Yrankis, cubano di 32 anni, afferra uno dei due coltelli che trova in cucina, lungo 22 centimetri, e si dirige verso la camera da letto dove sta riposando il coinquilino, Ivan Benuzzi, autotrasportatore bolognese di 54.
Qui si scaglia contro di lui e lo colpisce con una coltellata. Le urla fanno accorrere la compagna di Benuzzi, anche lei cubana, 46 anni. Esteban si accorge di lei e la insegue brandendo la lama insanguinata in mano. La donna riesce a guadagnare l’uscita della casa al civico 216 di via Bondenese e si rifugia dai vicini.

Nella foto, Batista Santi Esteban Lesther Yrankis
Nel frattempo Esteban torna indietro a finire il lavoro che aveva lasciato in sospeso. Benuzzi, ferito gravemente, era riuscito a trascinarsi fino vicino all’ingresso. Qui lo trova il suo carnefice. Che lo finisce con altre pugnalate (in tutto almeno 5), di cui una letale alla gola.
Terminata la mattanza prende il telefono a chiama il 112 (poco dopo anche la donna che era riuscita a fuggire chiamerà i carabinieri). Sul posto arrivano i militari della stazione di Casumaro e subito dopo quelli della Compagnia di Cento, che raccoglieranno i primi indizi sotto la direzione del comandante Mattia Eliseo Virgillo.
Quando entrano in casa gli uomini dell’Arma lo chiamano per nome (riferito al telefono dalla connazionale). Lui è in bagno. Si sta lavando le mani del sangue di suo “padre”.
L’uomo viene portato in caserma a cento e qui interrogato tutta la notte dal pm Filippo di Benedetto. Ammette subito l’omicidio e riconduce il suo gesto a problemi psichici di cui soffre da tempo.
Secondo quanto trapelato, aveva conosciuto la vittima nel 2001 a Cuba, dove lavorava come ballerino in un villaggio turistico. Dopo quel viaggio, che Benuzzi aveva compiuto con la prima moglie dalla quale si era poi separato, lui li aveva raggiunti l’anno seguente in Italia e, dietro loro invito, aveva iniziato a vivere con la coppia.
Da qualche anno il 54enne aveva trovato una nuova compagna, Emma, anche lei cubana, casalinga, e tutti e tre – dopo un periodo a Collecchio, in provincia di Parma – erano andati a vivere a Casumaro nella stessa casa.
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