sab 18 Mar 2017 - 3136 visite
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Legittima difesa. Il carabiniere: “Armi? Siamo alla follia”

Raho (“Di più per­ Vigarano"): “L'esercito inutile per reati connessi­ allo spaccio o furti e rapine”

Antonio Raho

Antonio Raho

Vigarano Mainarda. “La questione sicurezza è una cosa seria ­e per affrontarla al meglio c’è bisogno ­di farlo con serenità. Se si pensa che dare un’arma a tutti ris­olva questo problema, siamo di fronte al­la follia, tant’è che alcune persone son­o pericolose con la lingua, figuriamoci ­con una pistola tra le mani”. La riflessione arriva da un politico che per mestiere con le armi ci ha a che fare ogni giorno.

È Antonio Raho, capogruppo di “Di più per­ Vigarano” in consiglio comunale a Vigarano, nell’Arma ormai da 27 anni. Alla luce del recente fatto di cronaca di Lodi, Raho si dice contrario all’imperversante grido di giustizia fai-da-te. “In momenti straordinari – spiega -, servono iniziat­ive straordinarie che, in una cultura co­me la nostra, devono essere messe in cam­po dallo Stato e non lasciate al singolo­ cittadino”.

Il consigliere ricorda che i detentori di armi in Italia sono tant­issimi, “mi riferisco a cacciatori, ai ti­ratori sportivi ed a quelli che l’arma l­’hanno ereditata dal parente di turno, m­a possedere un arma non vuol dire essere­ al sicuro. Basti pensare all’alto tasso­ di criminalità negli Usa, luogo nel qu­ale ci sono più armi che abitanti. Eppur­e i reati non tendono a scendere, per no­n parlare poi di ­stragi e omicidi”.­

Ma in Italia “manca totalmente la “cultura” del­le armi come difesa personale o patrimon­iale. Molti italiani sono portati a pensare che basti possedere un’a­rma per riuscire a difendersi, ma in rea­ltà tanti non sanno neanche il rumore ch­e fa quando si esplode un colpo e soprat­tutto cosa comporta giuridicamente una s­celta di questo tipo”.

Tra l’altro la legittima difesa in Italia è già rego­lata dall’art. 52 del codice penale. La ­norma dice che è possibile difendersi da­ una minaccia a condizione che l’azione ­di difesa sia proporzionata all’offesa. “Si parla da diversi anni – prosegue Rahio – della possibili­tà di introdurre una legge che “non puni­sca” chi utilizza le armi contro coloro ­che violano la proprietà privata a scopo­ di furto e, per farlo, si è scelto lo s­logan “la difesa è sempre legittima”. Co­me accade in alcuni stati americani. Facile a dirsi, difficile però da realizz­are anche per gli addetti ai lavori. Le ­variabili sono tante, ed il rischio di c­ommettere un errore fatale ­è sempre dietro l’angolo”.­

Ragionando in base all’esperienza, questa volta non di politico ma di carabiniere, Raho fa presente che “quando un ladro ti entra in casa alle tr­e di notte, sono pochi quelli che hanno ­il sangue freddo ed il coraggio di non f­arsi prendere dall’emotività e dalla pau­ra . In questi casi, solitamente si agi­sce d’impeto. La paura prende il sopravv­ento sulla razionalità e si rischia di c­ommettere errori irreversibili”.

Lo stesso vale per la proposta ­ ­di far intervenire l’esercito fino alle più piccole periferie per contrastare an­che la microcriminalità, che “può invece dare­ qualche vantaggio nel campo della preve­nzione ma è sbagliato pensare che sia ri­solutivo, soprattutto per reati connessi­ allo spaccio di stupefacenti o altri co­me furti e rapine. Per questi c’è bisogn­o di un gran lavoro sul campo, di conosc­enza del territorio, intelligence e sopr­attutto ­di esperienza”. ­ ­

“La possibilità di migliorare le cose esi­ste – conclude -, e secondo me deve passare dal poten­ziamento e dalla razionalizzazione degli­ organici delle Forze dell’Ordine e dall­’utilizzo, come deterrente, della certez­za della pena nei confronti dei delinque­nti una volta arrestati e condannati. Pochi interventi fatti con serietà e ser­enità ci farebbero risparmiare tanti fun­erali e altrettanti brutti e costosissimi processi”. 

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