mar 25 Ago 2015 - 479 visite
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A Renazzo il primo museo etnofisiologico del mondo

Taglio del nastro per due nuovi centri studi dalla pittura naïf agli scaricatori di pesce

Da sinistra Stefano Lenzi, Maria das Dores Meira, Piero Lodi e Claudia Tassinari

Da sinistra Stefano Lenzi, Maria das Dores Meira, Piero Lodi e Claudia Tassinari

di Serena Vezzani

Renazzo. Domenica 23 agosto a Renazzo sono stati inaugurati due nuovi centri studi: il Centro dedicato alla pittura Naïf “José Miguel de Fonseca” e “il Centro Studi degli scaricatori di pesce di Setùbal – Portogallo e delle diverse maniere di portare su di sé nel mondo”. L’evento ha avuto luogo presso la sede dell’associazione Isa – Istituto Superiore di Aplomb, di via Pilastro 59.

Presenti all’evento i responsabili Stefano Lenzi, curatore del museo ed esperto di etnografia, Claudia Tassinari, assessore alla Cultura del Comune di Cento che ha patrocinato l’evento, Piero Lodi, sindaco di Cento, Maria das Dores Meira, sindaco di Setùbal, Gian Paolo Borghi, direttore del Centro Etnografico di Ferrara, e Noëlle Perez Christiaens, direttrice dell’Isa di Parigi.

L’inaugurazione della mostra è piuttosto un “punto di partenza”, non d’arrivo, come la definisce Stefano Lenzi, per un progetto che ha avuto origine ben dieci anni fa e che è cresciuto grazie alla stretta collaborazione dell’Isa di Parigi e dell’associazione “Sorridi” di Bomporto (MO).

Opera di José Miguel de Fonseca

Opera di José Miguel de Fonseca

Soprattutto Noëlle Perez Christiaens ha spianato la strada per la nascita del “primo museo etnofisiologico del mondo”: allieva del maestro indiano di Yoga B.K. S. Iyengar nel 1959, gli studi d’archeologia ed etnografia presso l’Ephe l’hanno portata a scoprire l’esistenza di una vera e propria “civiltà della sedia” che porta le popolazioni più industrializzate ad avere una maggiore rigidità della colonna vertebrale, a differenza di alcuni gruppi etnici che sin dall’antichità conservano l’abitudine di portare pesi sulla testa.

Per comprendere al meglio questo fenomeno ha avviato una ricerca antropologica che l’ha portata in Italia, Francia, Spagna, Portogallo, dove nel 1981 ha conosciuto lo scaricatore di pesce José Miguel de Fonseca: approfonditi, grazie a lui, tutti i meccanismi dello scheletro umano in rapporto alla gravità, ha elaborato un cammino di ricerca sul riequilibrio nella gravità (Aplomb) e ha fondato l’Isa di Parigi.

In occasione di un seminario tenuto nel novembre del 1990, intitolato “Yoga della vita quotidiana”, Noëlle Perez Christiaens spiega che: “L’aplomb (L’essere a piombo) non è una teoria, un metodo, non è uno studio intellettuale, è una ricerca pratica, un’osservazione di ciò che la Natura (Dio,l’Essere) ha fatto, come essa ha equilibrato la specie umana in tutta la lenta evoluzione dalla quadrupedia alla bipedia. È un’osservazione di ciò che ha fatto la Natura: se noi ci conformiamo alla Sua opera, noi invitiamo la salute, il benessere; se noi ci sottomettiamo a ciò che abbiamo già compreso della Sua opera, noi siamo felici e liberi. L’Aplomb non è una disciplina fisica, è una disciplina spirituale attraverso il corpo… è una tecnica di meditazione per lo sviluppo dell’attenzione”.

Uno scaricatore di pesce di Setùbal - Portogallo

Uno scaricatore di pesce di Setùbal – Portogallo

Obiettivo del museo è quello di esporre e raccogliere tutta la documentazione fotografica, cartacea e filmografica e gli oggetti della tradizione popolare, raccolti dai ricercatori Isa José Miguel de Fonseca e Noëlle Perez Christiaens. Attraverso l’esposizione corredata da una parte descrittiva, il progetto vuole essere prima di tutto un ‘museo della persona’: vuole focalizzarsi cioè su come la persona si muove per utilizzare l’oggetto. Solo in secondo luogo vuole essere un museo dell’oggetto e del suo reale utilizzo. È in tutto e per tutto una ricerca “etnofisiologica”, un recupero dei “modi di fare”, “di essere”, “di comportarsi”.

La visita museale si articola in diversi percorsi naturalistici e all’aperto che riassumono il concetto di etnofisiologia, realizzata attraverso manuali specializzati e osservazione sul campo: “il Centro di Pittura Naïf José Miguel de Fonseca”, un esposizione che raccoglie le straordinarie opere del pittore portoghese, tra cui più di trecento quadri e un centinaio di oggetti vari; “Culto della Vacca e del Toro con gli occhi di Miguel”; “Carichi su sé nel mondo” e “Carichi su sé in Italia”, che raccoglie oggetti e utensili da ogni parte del mondo (Parigi, Grecia, Zelanda, Indocina, Birmania, Nepal, Italia) tra cui i “cestos”, la Palanca, il Giogo; una piccola biblioteca dotata di copie delle pubblicazioni e tesi dei ricercatori dell’Isa da ogni parte del mondo, e documentazioni a carattere ambientale, etnografico e naturalistico; e il museo internazionale d’Azule Jerie.

Da lunedì 24 a sabato 29 agosto avrà luogo al Grand Hotel Bologna di Pieve di Cento, il seminario internazionale di yoga e aplomb, con conferenze pluridisciplinari e ospiti provenienti da diverse parti del mondo.

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  • Ridolini

    Incredibile !

  • Luigi Tasini

    Ditemi che è uno scherzo…

  • :-O

    adesso che il Guercino non ha più una “casa” abbiamo trovato una validissima alternativa. Mi dicono che ci siano già frotte di giapponesi che hanno disdetto la visita a expo per venire a Renazzo.
    L’anno prossimo si potrà fare un museo delle ” iniziative interessantissime della coppia Lodi-Tassinari”

  • claudio

    è iniziata la campagna ELETTORALE, dopo la rotonda…. il viaggio in quel dell’EXPO… ora il museo… meditate Centesi!!!

  • Angelo

    ma è un museo privato su tematiche che niente hanno a che fare con il territoriovoluto e gestito da privati; i plitici nostrani hanno partecipato come comparse non come primi attori, cosa c’entra la campagna elettorale?

  • Pillo

    se è una iniziativa privata, che ci azzeccano i politici locali? partecipano, ratificano o fanno campagna elettorale? Invece di sostenere tali questioni di lana caprina, perchè invece non cercare fondi e finanziamenti per la ricostruzione di Cento – centro e dintorni? perchè non farsi sovvenzionare per la manutenzione delle strade che sono ridotte a rappezzamenti pietosi e pericolosi? Se sono convinti di farsi belli con queste geniali pensate mi sa che sono ancora molto indietro dal raggiungere risultati.

  • il censurabile

    bravi bravissimi spero che tra circa 300 giorni possiate andarci spesso…..al museo

  • stupendoPierpiero

    questo museo e’ stupendo, smettetela di criticare. siete solo una massa di sottoculturati. non capite nulla di storia dell’arte e dell’essenza della bellezza. io ci andro’. non siete mai contenti, sapete solo sparare cattiverie gratuit ed offendere l’amministrazione comunale.

  • disonestivic

    Il museo sarà stupendo, sarà meraviglioso e tutto il mondo verrà a vederlo. Io nella mia ignoranza e sottocultura ribadisco che : 1) i temi trattati non c’entrano nulla con la storia e cultura di Renazzo 2) Spero che sia privato e che il Comune non abbia speso soldi  pubblici che avrebbe potuto investire in cose di maggior utilità 3) tale museo mi sembra solo il disperato tentativo di mettersi in mostra e posare per una foto da mandare ai giornali… è un impressione mia e sicuramente sarà sbagliata ma concentrarsi su cose più impellenti ? es : strade? sicurezza? SPORT che in 4 anni non si è visto nulla su tale tema???

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