Cronaca
28 Agosto 2014
Nel giudizio può aver pesato il licenziamento dei 10 arrestati: viene a mancare l'esigenza di custodia cautelare

Clinica degli orrori, fine degli arresti domiciliari

di Redazione | 2 min

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clinica-orrori-ficarolo-660x382-420x243Fine degli arresti domiciliari per sei delle persone indagate per la vicenda della “clinica degli orrori”, la struttura psichiatrica Istitui Polesani di Ficarolo dove emersero, grazie al blitz della squadra mobile di Rovigo e dei carabinieri del Nas, numerosi casi di maltrattamenti ai pazienti da parte del personale medico e socio-sanitario. Un caso scoppiato il 20 giugno e salito alla ribalta delle cronache nazionali grazie ai video e alle intercettazioni ambientali acquisite dagli inquirenti all’interno della clinica, che mostravano chiaramente come schiaffi, pugni, spintoni, tirate di capelli, umiliazioni e vessazioni fossero all’ordine del giorno.

Gli arresti che seguirono furono dieci (più cinque denunciate a piede libero) e coinvolsero anche un’operatrice socio-sanitaria ferrarese, Candida Visentini, di 47 anni. Anche lei figura tra le persone per le quali ieri il giudice Silvia Ferrariri ha stabilito la fine degli arresti domiciliari, decisione alla quale ha provato a opporsi senza successo il pm Monica Bombana. Il fulcro della situazione era la necessità o meno di mantenere in vigore le misure cautelari, soprattutto alla luce del fatto che nelle ultime settimane Istituti Polesani ha rescisso unilateralmente i contratti di lavoro con le 15 persone coinvolte nell’inchiesta. E che verrebbe quindi meno il rischio di reiterazione del reato.

Le persone che tornano in libertà, oltre alla Visentini, sono le ‘Oss’ Monica Soriani 47 anni, di Trecenta), Marisa Visentin (55 anni, di Megliadino San Vitale), Daria Furini (36 anni, di Trecenta) ed Elena Chieregatto (34 anni, di Lendinara), oltre al medico Tiziano Gaio (62 anni, di Ficarolo). Tra le persone arrestate il 20 giugno comparivano anche Lisa Simonetti, Lorena Cannizzaro, Gianni Balzan e  Orazio Tiberio Muriana, anch’egli recentemente rilasciato dagli arresti domiciliari. Per tutti loro la procura di Rovigo ha richiesto il giudizio immediato, che si terrà a metà ottobre. 

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