Jolanda
25 Novembre 2011
Gli animalisti presenti al sequestro: “Impossibile dimenticare quel luogo”

Le associazioni parte civile contro il canile di Jolanda

di Redazione | 2 min

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(immagine di archivio)

Jolanda di Savoia. Dopo il recente sequestro di quarantaquattro cani, avvenuto presso una casa privata di Jolanda di Savoia (vai all’articolo), le associazioni animaliste locali hanno deciso di unire le forze, non solo per esprimere congiuntamente la loro opinione riguardo quanto accaduto, ma anche per predisporre un piano d’azione comune.

Il 18 novembre i cani vennero portati via dall’abitazione rurale in cui erano sistemati, un’azione che coinvolse l’area di Sanità pubblica veterinaria dell’Ausl, i carabinieri e la polizia di Jolanda, motivata da argomenti di carattere igienico e sanitario. L’associazione portuense Tutela Animali, A coda alta, Avedev, Lipo, la delegazione locale di Lav e le sezioni ferraresi di Enpa e Opia, ribadiscono ora come le condizioni in cui gli animali vivevano in quell’allevamento erano a loro già note. Ricordano infatti come “un anno fa vennero allontanati da quel posto venti cani, che furono  affidati in parte al canile di Ferrara, in parte al Centro per la protezione del cane di Migliarino, e che solo qualche mese dopo vennero restituiti alla struttura”.

Sul sito internet che pubblicizza l’abitazione, si propongono ai proprietari dei cani servizi e spazi appositi: pensione professionale, toelettatura con area di lavaggio cane, area di sgambatura, riscaldamento invernale, box singoli, box con cassa parto, custodia giornaliera, alimentazione personalizzata e pulizia quattro volte al giorno. Secondo le associazioni però “agli animali non veniva garantito nulla, se non condizioni di vita disperate”.

I rappresentanti animalisti, presenti al momento del sequestro, raccontano di “non poter più dimenticare quel luogo”, e soprattutto “le condizioni di quei cani: alcuni erano impietriti dal freddo gelido, non in grado di esprimere alcun stimolo o esternare alcuna emozione nei confronti di nessuno”.

Ora l’impegno è verso il recupero degli animali: oltre alla cura delle varie patologie contratte e al ripristino della loro alimentazione, i volontari si adopereranno affinché tutti gli esemplari sequestrati possano essere accolti in una famiglia “che li possa accudire ed amare come meritano”.

Dal punto di vista legale, inoltre, annunciano di volere costituirsi parte civile al processo che seguirà il caso.

Il loro ringraziamento va ai cittadini di Jolanda di Savoia, da cui è partita la segnalazione, alla vigilanza delle guardie zoofile, al maresciallo Scaramuzzo e alle dottoresse Chiara Berardelli e Angela Soriani, i quali “sono intervenuti con tempestività sottraendo i cani da una situazione gravissima”.

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