Comacchio
8 Novembre 2011
Fermate due persone per l’omicidio di Rina Guidi

Conoscevano la vittima

di Marco Zavagli | 3 min

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Porto Garibaldi. Conoscevano bene la vittima. Secondo gli inquirenti sapevano che viveva da sola e che poteva essere un facile bersaglio. Ma dietro di sé hanno lasciato delle tracce. “Indizi inequivocabili” secondo il colonnello dei carabinieri Antonio Labianco. Quegli indizi hanno portato i militari del Norm di Comacchio, che hanno eseguito le brillanti indagini insieme ai colleghi delle stazioni di Porto Garibaldi e Codigoro, a rintracciare i presunti colpevoli della rapina e dell’omicidio di Via Cacciatori delle Alpi.

Un delitto che si credeva compiuto la notte del 14 settembre, quando Vito Scarpa, figlio di Rina Guidi, 77 anni, trovò la madre legata e imbavagliata a una sedia, priva di vita (“sospetto soffocamento” dirà il medico legale), nella sua abitazione al civico 23 (vai all’articolo). La rapina, e conseguentemente l’omicidio, vengono retrodatati dagli investigatori alla notte precedente, quella tra il 12 e il 13 settembre.

Accusati di quei fatti sono l’ex moglie di Vito Scarpa, Stefania Guidi Colombi, 43enne, e il suo attuale convivente, Filippo Milazzo, 53enne di origine siciliana, con precedenti per reati contro il patrimonio e sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, residenti a Codigoro. Entrambi sono stati raggiunti dal decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal pubblico ministero di Ferrara Barbara Cavallo. A carico di Milazzo si aggiungono anche le denunce per ricettazione (per aver venduto, secondo l’accusa, parte della refurtiva) e di violazione degli obblighi di p.s. La misura è stata convalidata ieri mattina dal gip Silvia Migliori.

“L’omicidio – rileva Labianco – aveva destato molto scalpore per la violenza con cui è stata commessa, allarmando particolarmente la popolazione perché ritenuto opera di una banda dedita alle rapine in villa. Le serrate indagini e l’incessante attività info-investigativa hanno consentito, in meno di due mesi, di identificare,  proprio grazie al meticoloso lavoro di squadra dei militari e al prezioso contributo tecnico-scientifico assicurato dal Ris di Parma, la coppia ritenuta responsabile del grave delitto”.

Al lavoro dell’Arma rende merito anche il procuratore Nicola Proto che plaude ai “risultati non facili, anche alla luce dei numerosi depistaggi messi in atto”. Come il disordine acuito in casa dai rapinatori, che hanno messo a soqquadro cucina e cassetti e, per non farsi riconoscere, ha coperto anche gli occhi della 77enne con il nastro adesivo. “Le indagini – avverte la pm titolare dell’inchiesta, Barbara Cavallo – non sono comunque ancora concluse”.

I rilievi eseguiti sul posto, dopo l’arrivo dei carabinieri, avevano individuato una effrazione alla porta d’ingresso (“simulata” secondo gli inquirenti) e altre tracce che portavano alla coppia di Codigoro. Partono gli approfondimenti e si arriva, il 4 novembre, alla perquisizione domiciliare a Codigoro nell’appartamento della coppia. Vengono trovati numerosi monili d’oro, alcuni dei quali riconosciuti dal figlio della vittima, che ricordava custoditi nella cassaforte della madre. Si rinvengono anche due maschere di carnevale e parrucche.

Durante l’accompagnamento in caserma la Guidi Colombi cerca maldestramente di disfarsi di una brochure pubblicitaria di una società di acquisto di oro di Comacchio. Dalle successive verifiche si scoprirà che la donna aveva consegnato dell’oro riconducibile alla rapina per un valore di circa 2700 euro.

In udienza la coppia, difesa dall’avvocato Saverio Stano, si è valsa della facoltà di non rispondere. La Guidi Colombi, durante l’interrogatorio fiume nella caserma dell’Arma, ha fornito una propria versione dei fatti, “dalla quale emergerebbe l’estraneità di entrambi ai fatti contestati”, spiega il legale. Secondo questa versione i due, nel giorno dell’omicidio, si sarebbero trovati a Genova.

Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco di Comacchio Paolo Carli, affermando che “per fortuna sono stati assicurati alla giustizia i responsabili di un delitto così atroce ed inspiegabile e ora la gente tirerà un sospiro di sollievo, visto che per mesi si è temuto che ci fosse in azione una banda organizzata di rapinatori”.

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