Comacchio. Un appello alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, archeologico e ambientale di Comacchio arriva da Sandra Carli Ballola, capogruppo de La Città Futura nel Consiglio comunale di Comacchio, che in un documento richiama l’attenzione sullo stato di conservazione di numerosi luoghi simbolo della città e del territorio lagunare.
Tra gli esempi citati figurano Palazzo Patrignani, storica residenza di Antonio Buonafede, Casa Mema dedicata alla memoria del partigiano Edgardo Fogli, il complesso di Sant’Agostino, l’antico macello napoleonico, il Palazzo delle Saline e i lavorieri di valle ricordati anche nelle enciclopedie del Settecento. Vengono inoltre richiamate le condizioni di sponde, argini, ponti e di altri elementi del paesaggio urbano e vallivo, definiti “abbandonati a sé stessi”.
Nel documento si sottolinea come manchi “una visione complessiva” capace di coniugare tutela, valorizzazione e sviluppo del territorio, con particolare attenzione anche al patrimonio archeologico legato all’antica Spina. Tra i temi evidenziati ci sono le necropoli di Valle Trebba e Valle Pega, oltre ai reperti conservati nei musei ferraresi, per i quali si auspica una presenza più rappresentativa anche a Comacchio.
La proposta guarda inoltre alla possibilità di coinvolgere giovani, associazioni e cooperative nella gestione e nella valorizzazione dei beni culturali locali, attraverso collaborazioni con enti pubblici, università, ministeri e soggetti privati. Un modello che, secondo Carli Ballola, potrebbe trasformare il patrimonio storico e ambientale anche in un’opportunità occupazionale e culturale per il territorio.
L’obiettivo indicato è quello di “riavvicinare le testimonianze della storia alla collettività”, puntando su un sistema di gestione che unisca tutela pubblica, partecipazione e sostenibilità economica.
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