Politica
26 Maggio 2011
Un mensile scava nel passato professionale del candidato del Pd a Cento

Lodi sotto accusa per il “Libro bianco sul lavoro nero”

di Redazione | 2 min

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Cento. A pochi giorni dal ballottaggio arriva un articolo esplosivo contro il candidato del Pd per il centrosinistra. Il mensile “Cento per Cento”, vicino a Paolo Fava, gli attribuisce un episodio non troppo gratificante.  L’inchiesta di due pagine, dal titolo “Storie di ordinaria violazione delle regole sul lavoro”, chiama in causa Piero Lodi come responsabile dello studio giornalistico “Seta Comunicazione” che venne assunto dalla Federazione nazionale della stampa tra i casi paradigmatici da non imitare.

La vicenda risale alla fine del 2006, anno di pubblicazione da parte della Fnsi del “Libro bianco sul lavoro nero. Storie di violazioni e soprusi nel mondo dell’informazione”, nel quale il curatore Renzo Santelli, accanto ad interventi di illustri giornalisti come Milena Gabanelli, Oliviero Beha, Giorgio Bocca e altri, riporta casi di segnalazioni (“storie di ordinaria, e straordinaria, violazione delle regole nel settore dei media”, come recita la prefazione) arrivate da precari che si ritenevano sfruttati. Tra questi c’è appunto quello di Seta Comunicazione, di cui Lodi in quell’anno era unico referente.

Più o meno nello stesso periodo, tra l’altro, contro Seta Comunicazione si era scagliato anche il presidente dell’Aser Camillo Galba, l’associazione stampa regionale, accusando dalle pagine dell’organo dell’ordine “Giornalisti” lo studio giornalistico di aver “proposto (come service per un periodico free press, ndr) ai colleghi un contratto di collaborazione totalmente illegale con tariffe ridicole e senza alcuna tutela del lavoro giornalistico”.

E nel “Libro bianco sul lavoro nero”, a pag. 50, sotto il titolo “Il trucchetto della cessione del diritto d’autore: il caso Seta Comunicazione”, si riporta proprio uno di questi contratti. Ecco allora che il recensore del pezzo, Mirco Gallerani, si scaglia contro Lodi, “che vorrebbe fare il sindaco di Cento – scrive nella sua invettiva -, in nome della trasparenza e del buon governo, ma che in questa vicenda di trasparenza pare averne veramente poca e, per quanto riguarda il buon governo, pare essere quello dei “furbetti del quartierino”, in questo caso ‘rosso’”.

Lodi, dal canto suo, contattato telefonicamente, non rilascia al momento dichiarazioni ufficiali, aspettando di uscire nelle edicole nei prossimi giorni con la sua replica per chiarire – o smentire – la vicenda e spiegare i suoi argomenti.

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