Al via il processo a Nicola Lodi per lo show itinerante che, nel maggio del 2020, il vicesindaco leghista aveva voluto ‘regalare‘ a una Ferrara ancora in piena pandemia da Covid-19, a poche ore dall’entrata in vigore della Fase 2.
La prima udienza dibattimentale, in programma giovedì 9 marzo 2023 alle ore 10, è stata fissata ieri (lunedì 12 dicembre) dal giudice Alessandra Martinelli, davanti al pm Ciro Alberto Savino e allo stesso ‘Naomo‘ che, dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dalla consigliera Anna Ferraresi, si è presentato in tribunale senza essere ‘scortato’ dalla Digos, ma solamente accompagnato dai suoi legali Carlo Bergamasco e Ciriaco Minichiello.
Ma facciamo un passo indietro. La vicenda in questione, che nasce da un esposto proprio di Anna Ferraresi, è relativa al concerto itinerante, ideato e sostenuto finanziariamente dal vicesindaco, che si svolse il 4 maggio 2020 con partenza da piazzale Castellina e arrivo a San Martino, sotto la scorta di polizia locale, questura e vigilanza privata durante l’intero tragitto.
Un’iniziativa che potrebbe costare cara a Lodi. Su quanto accaduto infatti, dopo la chiusura delle indagini, la Procura della Repubblica di Ferrara individuò effettivamente delle responsabilità penali nelle gesta di ‘Naomo’, al quale vennero contestati due reati: il primo è l’usurpazione di pubbliche funzioni (reato per il quale Lodi è già stato giudicato: nel 2014 patteggiò 3 mesi e 10 giorni di pena), il secondo è invece divenuto noto proprio con la pandemia: inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, per non aver rispettato le restrizioni imposte dai Dpcm per la salvaguardia della salute pubblica.
Ieri, a proposito di questo ultimo capo di imputazione, i legali che assistono l’imputato hanno scelto di estinguerlo con una oblazione di un centinaio di euro “per togliere carico all’udienza e sistemare la questione in modo tranquillo” ha commentato l’avvocato Bergamasco all’uscita dall’aula.
Andrà in udienza dibattimentale invece, a marzo 2023, il reato di usurpazione di pubbliche funzioni, dove – sottolinea lo stesso legale – “ci difenderemo nel merito”. Tra l’altro, in quella sede saranno chiamati a testimoniare una decina di testimoni, tra cui anche il sindaco Alan Fabbri.
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