Torna in carcere l’infermiere accusato di omicidio e maltrattamenti sui pazienti
Torna in carcere Matteo Nocera, l'infermiere di 44 anni accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
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Il terzino ex Sasso Marconi si gioca la fascia con Mazzali, l’esterno ha tante richieste dalla D. E il nome storico dovrà attendere: la Figc ha chiuso la finestra il 15 luglio, ma l'ovetto potrebbe tornare comunque
Due le ipotesi di reato attualmente al vaglio della Procura di Ferrara: diffamazione e violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ai suoi singoli componenti. È per queste contestazioni che il sindaco Alan Fabbri risulta iscritto nel registro degli indagati
Allerta gialla per temporali anche nel Ferrarese nella giornata di sabato 18 luglio. Il provvedimento sarà valido dalla mezzanotte tra venerdì e sabato fino alla mezzanotte di domenica 19 luglio
In Prefettura il punto sugli interventi di ripristino dopo il nubifragio: squadre ancora al lavoro sui guasti circoscritti di bassa tensione
Nel primo pomeriggio di venerdì, presso il reparto Isolamento del carcere di Ferrara, un detenuto straniero che, quotidianamente, non perderebbe occasione per manifestare la propria riottosità alle regole penitenziarie, si sarebbe reso protagonista dell’ennesimo evento critico.
A riferirlo è la Fns Cisl di Ferrara (Federazione Nazionale della Sicurezza), secondo il cui racconto sembrerebbe che il detenuto, esigendo un video colloquio con i familiari nelle esatte modalità da lui pretese, si sarebbe impossessato di un estintore e avrebbe tentato di colpire dapprima un agente e successivamente un ispettore con violenza. Solo l’intervento di un congruo numero di poliziotti, subito intervenuti, avrebbe consentito di evitare il peggio.
La protesta del detenuto che, dalle prime informazioni, risulterebbe appartenere al circuito di alta sicurezza, è continuata per diverse ore. Secondo il sindacato, il detenuto avrebbe un comportamento teso a sfidare il sistema penitenziario e addirittura “passerebbe gran parte della giornata “libero” nel corridoio e nelle aree comuni, in barba alla normativa, ai richiami del personale addetto e alle lamentele degli altri detenuti presenti nel reparto”.
“L’esperienza c’insegna – riferiscono dalla Fns Cisl – che simili eventi creano volontà di emulazione nella restante popolazione detenuta e portano il personale ad affrontare situazioni sempre più pericolose. Bisogna porre rimedio e spegnere sul nascere queste circostanze che lasciano presagire futuri problemi, così da non doverci trovare, ancora una volta, nella condizione di affermare: “Noi vi avevamo avvisato”. La Fns Cisl è pronta, ad ogni livello, a far valere il diritto dei lavoratori alla sicurezza e al benessere sul posto di lavoro e chiede, da subito, immediati interventi risolutivi all’Amministrazione Penitenziaria”.
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