Più di un commerciante del centro su due boccia le aperture straordinarie. Ma la grande maggioranza è disponibile a contribuire per migliorare l’attrattività del cuore di Ferrara. Sono i primi dati che emrgono dall’indagine realizzata da Confesercenti attraverso il Cat (Centro di assistenza tecnica regionale), che ha coinvolto gli operatori commerciali e i pubblici esercizi del centro storico. Di questi 236 hanno risposto alle domande del questionario proposto nella settimana dall’1 all’8 ottobre.
Una delle principali criticità che emergono riguarda il tema della scarsità di parcheggi a disposizione, lacuna denunciata dal 53.4% delle risposte. Il 13.1% lamenta anche un’estensione troppo ampia dell’area di sosta a pagamento.
Il centro è considerato attrattivo e accogliente dall’81.5% degli intervistati. Sul tema scottante dell’orario il 55.1% degli operatori non ritiene utile l’apertura nei giorni festivi (percentuali che salgono al 60% per gli alimentari e al 62 per quelli non alimentari) e il 66.2% non valuta positivamente l’orario continuato (40% per il settore alimentare e 75 nel resto).

L'intervento di Tagliani nel corso del convegno
Il 68% si dichiara disponibile all’apertura straordinaria in concomitanza con eventi particolari, in presenza di un progetto di valorizzazione commerciale degli eventi (tra i quali i più quotati sono i Buskers e le stagioni teatrali).
Per quanto riguarda la gestione del centro storico, il 67% del campione ritiene che il vantaggio competitivo dei centro commerciali derivi dalla gestione unitaria commerciale e promozionale del luogo, con particolare attenzione all’arredo urbano, allo sviluppo coordinato dell’immagine dell’attività, di iniziative di marketing comuni e di animazione del centro.
Il 69% degli intervistati si dichiara comunque disponibile a partecipare ad attività collettive di promozione del centro.
Tutti dati presentati nel corso del convegno tenuto ieri pomeriggio in Camera di Commercio sulle prospettive del commercio urbano.
“Scontiamo alcune scelte – ha esordito nella sua relazione Paolo Benasciutti – che hanno fatto pendere l’asta dalla parte del più forte: quattro centri commerciali, una circonvallazione esclusivamente adatta alla grande distribuzione, ora un outlet che sta per sorgere alle porte della città e ora la possibilità di aumentare le aperture domenicali per la grande distribuzione”.
In vista dell’approvazione del documento degli obiettivi del piano operativo comunale, il presidente di Confesercenti Ferrara si augura che relativamente agli insediamenti commerciali “non si sia persa un’altra opportunità per porre rimedio a mancanze del passato”.
Altre misure richieste (“finora inascoltate”) vanno nella direzione di ricavare aree di sosta e parcheggi funzionali, facilitazione per gli insediamenti con negozi al piano terra, un sistema urbanistico che preveda piazze e luoghi d’incontro, disincentivi per chi tiene i negozi sfitti.
Il tutto per creare “un centro commerciale naturale. Chiediamo quindi che il Comune si faccia promotore di un patto per la valorizzazione e lo sviluppo del centro storico, siglato da tutti i soggetti interessati: uno strumento per innescare processi virtuosi, pubblici e privati, tali da trasformare destini volti altrimenti a decretare la desertificazione del tessuto urbano”.
Una sfida alla quale promette di non sottrarsi Tiziano Tagliani, che premette comunque, nel suo intervento conclusivo, che “la sfida va accettata da tutti, altrimenti è persa in partenza”. Come emerso nel corso del convegno, il sindaco sottolinea i valori positivi del commercio urbano, come integrazione, accessibilità e “la prossimità, che ha reso economicamente sostenibile un’offerta commerciale. Ricordiamoci che la scelta di chiudere è una scelta facile, ma irreversibile. Dove prima c’era un negozio, ti trovi un garage: non si può tornare indietro”.
“Dobbiamo trovare un equilibrio – conclude Tagliani – non solo a livello di superfici da dedicare al commercio, ma anche sulla qualità complessiva dell’offerta. Il patto di Confesercenti è una proposta che accetto”.
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