Mer 3 Ago 2022 - 40 visite
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Erosione coste, Mastacchi: “Servono soluzioni più durature dei ripascimenti”

Il consigliere di Rete Civica-Progetto Emilia-Romagna interroga la giunta regionale anche sull'abbandono della soluzione Tecnoreef

Il capogruppo di Rete Civica-Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato alla presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti e alla giunta regionale un’interrogazione per chiedere chiarimenti riguardo ai ripascimenti programmati sui nostri litorali e alla loro efficacia nel tempo, specialmente in considerazione delle continue spese da affrontare.

L’erosione di circa 25 chilometri di costa rappresenta “un problema atavico per il nostro litorale e da sempre gli operatori turistici, come anche i pescatori, spingono affinché la Regione Emilia-Romagna porti avanti progetti importanti per la sua salvaguardia” spiega il consigliere, che poi aggiunge: “Il ripascimento libero si è dimostrato, nel tempo, un provvedimento effimero e inutile soprattutto nelle zone ad alta dinamica, dove la prima mareggiata asporta la quasi totalità della sabbia faticosamente e costosamente portata”.

Ripascimenti liberi importanti sono stati fatti nel 2002, nel 2007 e nel 2016 e sempre spazzati via dalle prime mareggiate. A Lido di Spina sud si sono avuti gravi danni di insabbiamento all’imboccatura del canale di Logonovo e così anche a Porto Garibaldi, con conseguente blocco della navigazione.

L’assessore Priolo ha annunciato che nel 2023 la Regione partirà con l‘intervento di ripascimento della costa ferrarese. Ripascimento che riguarderà quasi 4 chilometri di costa fra Lido delle Nazioni e Lido di Pomposa, nel Comune di Comacchio, dopo il via libera, ottenuto in sede di Conferenza dei Servizi, con il procedimento unico di Via (Valutazione di Impatto Ambientale) per il secondo lotto del cosiddetto ‘Progettone 4’. Si aggiungerà il ripascimento manutentivo di Lido di Volano.

L’intervento complessivo, di notevole importanza per l’economia blu di questo tratto di costa, messa a dura prova dall’erosione del mare, porterà al ripascimento di quasi 5 chilometri di litorale con 238 mila metri cubi di sabbia, per un totale di circa 2 milioni di metri cubi di sabbia portata e movimentata sulla costa ferrarese, che però ad oggi non ha rappresentato una soluzione a lungo periodo. Con l’obiettivo di tutelare l’ambiente marino costiero, rispettando i concetti di ecocompatibilità e di sostenibilità ambientale, si sono da diversi anni sviluppati prodotti come il Tecnoreef.

Si tratta di un modulo in calcestruzzo armato a base di elementi naturali senza additivi sintetici che assemblato in svariate combinazioni permette la costituzione di barriere artificiali senza creare buche pericolose e senza alterare il profilo del mare. La funzione della struttura aperta del modulo non ferma la forza del mare, ma l’assorbe permettendo all’onda di entrare al suo interno dove, generando diverse turbolenze, ne esce sensibilmente indebolita.

La domanda di Mastacchi alla giunta e all’assessore competente è “quali siano i motivi che hanno portato la regione ad abbandonare la soluzione del Tecnoreef, che poteva essere realizzata con i fondi del Pnrr, con tempi e modi più veloci rispetto alle scogliere, che invece spesso vengono spazzate via dalle prime mareggiate, creando peraltro ulteriori problemi di insabbiamento”.

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