Gio 28 Lug 2022 - 4097 visite
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Inquinamento Po di Volano: “Controlli minimi, il fenomeno è preoccupante”

Dopo Tommaso Mantovani (M5S) e Marco Falciano (Rete Giustizia Climatica di Ferrara) a denunciare l'"anomalia" degli scarichi in via Caldirolo sono i Fridays for Future di Ferrara

Dopo l’allarme inquinamento nel Po di Volano lanciato da Tommaso Mantovani (M5S) e daMarco Falciano (Rete Giustizia Climatica di Ferrara), ora a denunciare l'”anomalia” dello scarico di via Caldirolo, con tanto di documentazione fotografica, sono i Fridays for Future di Ferrara.

Gli esponenti del movimento ambientalista sostengono di essersi più volte occupati di quello scarico “che da anni inquina le acque del Volano con reflui di vario genere e colore, dal nero al rosso, lasciando chiazze oleose e strani conglomerati organici sulla superficie dell’acqua, tutti segnali che il sistema di depurazione non funzionasse a dovere. Tutto ciò a pochi passi dal centro città”.

Da ricordare che proprio sullo scarico di via Caldirolo, in seguito all’allarme di Mantovani e Falciano, Hera aveva rassicurato sul fatto che i campionamenti vengono regolarmente eseguiti a monte sia dalla stessa azienda che da Arpae e che il depuratore dellòe acque reflue di Ferrara rispetta pienamente i limiti di legge di emissione, quindi senza aver rilevato alcuna anomalia nelle sostanze di scarico.

Le foto tuttavia sembrano documentare altro e Fridays foro Future ammonisce: “La rete fognaria dovrebbe essere soggetta a controlli scrupolosi e periodici, non è possibile che nessuno se ne sia accorto per tutto questo tempo, perchè sull’argomento tanti cittadini oltre a noi hanno fatto foto, registrato video, scritto articoli di giornale, il più drammatico dei quali immortalava un fenomeno mai visto prima: l’alveo del Volano, riempito da anni di reflui inquinanti, a febbraio 2022 presentava una grave situazione di marcescenza poco a valle di ponte Caldirolo ed emetteva dal fondo enormi bolle di metano anossico verso la superficie, unito a fanghi fognari maleodoranti, che sono rifiuti speciali e il cui trattamento non deve e non può avvenire nelle acque superficiali, tollerato come se fosse normale. Ben 17 segnalazioni negli ultimi anni pare non siano servite a mobilitare gli enti di controllo ad effettuare un semplice monitoraggio di indagine per accertare la causa di questo fenomeno sconcertante, tipico delle fogne o delle vasche biologiche e non certo dei fiumi che scorrono nel centro città dove i giovani praticano sport quali canoa e kayak, a strettissimo contatto con l’acqua. Quali rischi corrono questi sportivi che praticano attività sul fiume se le sue acque marciscono?”

“Troviamo sconcertante – aggiungono gli ambientalisti – tutta questa indifferenza da parte di chi dovrebbe garantire i controlli e la qualità dell’ambiente. Nonostante la legge impone di svolgere azioni di pronto intervento ambientale in occasione di fenomeni di inquinamento segnalate dai privati che possono arrecare grave ed immediato danno all’ambiente, dopo anni di segnalazioni allarmanti, ben circostanziate e dopo aver accertato che il Volano sta letteralmente marcendo, i cittadini stessi hanno dovuto svolgere le analisi a proprie spese, ben 590 euro. Lasciati soli ad affrontare il problema. Il D.lgs 152/2006, o Codice dell’Ambiente, statuisce inoltre che “il monitoraggio di indagine va impiegato per valutare l’ampiezza e l’impatto dell’inquinamento accidentale, ivi inclusi gli eventuali controlli investigativi per situazioni di allarme, o a scopo preventivo per la valutazione del rischio sanitario e l’informazione al pubblico, utilizzando i metodi più appropriati per lo studio, da realizzare sulle basi delle caratteristiche e problematiche dell’area interessata”. A distanza di anni, pur avendo ricevuto blande rassicurazioni non avvalorate da nessun dato scientifico reso pubblico, l’indagine relativa alla marcescenza del Volano non è ancora arrivata a conclusione e, forse, viene da pensare che non sia mai iniziata”.

Come precisato da Hera le acque depurate raggiungono il Volano attraverso un collettore di circa 3 km di lunghezza e oltre 2 metri di larghezza nel quale confluiscono, durante gli eventi meteorici, anche le acque delle fogne cittadine, garantendo così la sicurezza idraulica del centro storico. Questa dorsale convoglia le acque presso un impianto di pompaggio che scarica nel Po di Volano tramite tre punti di immissione. Inoltre – ha spiegato Hera – i punti di scarico del corso d’acqua nei pressi del ponte Caldirolo rappresentano solo una parte di quelli presenti nel tratto cittadino del canale, dove sono presenti altri scarichi che non fanno parte del servizio idrico integrato gestito dall’azienda. E’ questa molteplicità di immissioni nel Volano a poter determinare temporanee variazioni nelle sue acque

Ad ogni modo per Friday for Future Ferrara “è preoccupante che, ove i cittadini ravvisino un fenomeno d’inquinamento acclarato e incontrovertibile, comunicato nelle giuste sedi, gli enti di controllo non diano alcuna risposta e non si attivino a svolgere alcuna indagine. Viene da chiedersi a cosa serva il pronto intervento se poi i privati non vengono uditi, i sopralluoghi, se vi sono, sono quasi sempre tardivi e quasi mai vengono realizzati campioni ed analisi delle acque e delle sostanze inquinanti segnalate. In tal modo un servizio fondamentale viene totalmente svuotato della sua funzione. Va sempre tutto troppo bene se i controlli sono minimi e non si fornisce riscontro alle richieste della collettività, è drammaticamente ovvio”. 

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