Attualità
28 Dicembre 2025
La denuncia di Alessandro Scalambra del Comitato per Ferrara: "Non solo legittimo, ma anche auspicabile un intervento sanzionatorio immediato e sistematico"

Alfonso D’Este. “La nuova ciclabile è già diventata un parcheggio per auto”

di Redazione | 2 min

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“È bastato pochissimo. Qualche giorno dalla fine dei lavori, il tempo di togliere le transenne, e la nuova pista ciclabile di viale Alfonso D’Este ha già cambiato funzione. Non più spazio dedicato alla mobilità sostenibile, alla sicurezza di ciclisti e pedoni, ma l’ennesimo parcheggio di fatto, spesso abusivo, spesso giustificato con una disinvoltura che lascia interdetti“.

È la denuncia che arriva da Alessandro Scalambra del Comitato per Ferrara, che segnala “auto ferme sulla corsia ciclabile, davanti ai passi carrai, talvolta sui passi carrai stessi”. “Un paradosso – afferma – che trasforma le infrastrutture pubbliche pensate per tutti che diventano, nel giro di poche ore, privilegi privati“. “Come se il messaggio fosse chiaro, la pista ciclabile è un optional, l’auto invece è un diritto, ovunque e comunque” aggiunge, definendo “emblematico” il caso di viale Alfonso D’Este.

“Da una parte – spiega – l’amministrazione investe risorse per completare un collegamento ciclabile atteso, dall’altra una parte di residenti decide autonomamente di ignorarlo, riprendendosi lo spazio come se nulla fosse cambiato. La pista ciclabile c’è, ma solo sulla carta: nella realtà quotidiana è occupata e resa inutilizzabile. E qui il problema non è solo l’inciviltà individuale. Il problema è l’assenza di controlli, di sanzioni, di un messaggio chiaro, lo spazio pubblico non è proprietà privata. Il passo carraio non è un parcheggio personale, e tantomeno può diveltarlo a scapito di ciclisti, famiglie, anziani, studenti”.

Scalambra prosegue: “Si parla tanto di città sostenibile, di mobilità dolce, di sicurezza stradale. Ma se alla prima prova dei fatti si tollera che una pista ciclabile appena realizzata venga di fatto neutralizzata dalle auto in sosta, allora la verità è un’altra. Il cambiamento fa paura, e si preferisce chiudere un occhio pur di non disturbare cattive abitudini radicate e consolidate”.

“Per questo – dice – appare non solo legittimo, ma auspicabile un intervento sanzionatorio immediato e sistematico. Non per fare cassa, ma per ristabilire una regola elementare di convivenza civile, chi occupa abusivamente uno spazio pubblico deve essere multato. Controlli costanti, rimozioni quando necessario, tolleranza zero verso chi parcheggia sulle ciclabili o davanti ai passi carrai. Solo così le opere pubbliche smettono di essere simboliche e tornano a essere utili”.

Viale Alfonso D’Este “non è un’eccezione, ma un campanello d’allarme” fa notare. Da qui l’appello: “O si decide che le regole valgono per tutti, oppure ogni nuova ciclabile sarà destinata allo stesso destino, inaugurata con entusiasmo, svuotata di senso il giorno dopo”

“La città ha bisogno di rispetto, controlli e sanzioni, applicate con continuità, anche, e soprattutto, quando si tratta di dire qualche ‘no’ a chi confonde il bene comune con il proprio comodo” chiude Scalambra.

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